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«Ogni anno sulla Terra cadono 40 mila tonnellate di pezzi»

«Dire che è rarissimo è un po’ superficiale, visto che ogni anno cadono sulla Terra quarantamila tonnellate di materiale extraterrestre». Giovanni Bignami, presidente dell’istituto nazionale di...

«Ogni anno sulla Terra cadono 40 mila tonnellate di pezzi»

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«Dire che è rarissimo è un po’ superficiale, visto che ogni anno cadono sulla Terra quarantamila tonnellate di materiale extraterrestre». Giovanni Bignami, presidente dell’istituto nazionale di astrofisica sfata il primo luogo comune. L’evento russo non è epocale. Anzi. Quasi ogni giorno, spiega, un frammento di spazio precipita sul pianeta azzurro. Solo che noi non ce ne accorgiamo.

Perché, presidente?

«La maggior parte delle volte si polverizza nell’atmosfera. Molte altre cade in zone desolate, come i deserti, le steppe, le aree coperte dai ghiacci e, soprattutto, gli oceani. Magari un pastore vede un lampo. E la cosa finisce lì...».

Questa volta no, però?

«Questa volta i frammenti sono caduti in una zona relativamente abitata. Ma è bene che la gente si renda conto che la terra è circondata da pezzi di pianeti mai nati. Frammenti che continuano a girare in modo gravitazionalmente caotico. E dove cadono, cadono...».

È già successo che un frammento molto grande si abbattesse su di noi?

«Sì, un secolo fa. Un meteorite di qualche decina di tonnellate piombò in Siberia, esplose anche questo in aria e l’onda d’urto abbattè molti alberi della taiga, la foresta siberiana. Non ci furono vittime, ma se fose caduto su Mosca sarebbe stata una strage».

Una potenza devastante...

«Equivaleva a decine di megatoni. Basti pensare che la bomba atomica lanciata su Hiroshima aveva una potenza inferiore ai venti kilotoni. Un megatone sono mille kilotoni e un kilotone equivale a mille tonnellate di tritolo».

I russi stanno cercando di recuperare i frammenti di meteorite caduti. A che serve?

«Si può capire che tipo di meteorite era e se c’erano parti di materiale organico, in genere aminoacidi. Si tratta di un puro interesse scientifico, naturalmente. Poi si dovrebbe capire se era un solo meteorite che si è spaccato, e a quale quota, o se invece si è trattato di uno sciame».

Per quanto riguarda l’asteroide?

«È tutta un’altra storia, non si può collegare. La cosa curiosa è che è visibile anche con un semplice binocolo, sotto l’Orsa Maggiore».

Pericoli?

«Nessuno. La distanza è immensa. Parliamo di ventottomila chilometri dal nostro pianeta». Ce ne saranno altri?

«Per il prossimo secolo no».

Putin ha messo sotto accusa il sistema di monitoraggio. Ha ragione?

«No. È un sasso che viene dall’infinito e viagga a 30 km al secondo. È impossibile vederlo, se non quando ormai è troppo tardi».

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