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Meteorite sugli Urali. La Russia conta i danni

La pioggia di frammenti ha danneggiato tremila edifici. Task force per sostituire 200mila metri quadrati di vetrate andate in pezzi. 22 milioni di euro secondo una prima stima dei danni provocati dalla pioggia di frammenti caduti dal cielo

La Russia conta i danni. Il meteorite precipitato nella regione degli Urali ha generato una pioggia di frammenti infuocati, che hanno causato oltre 1200 feriti,  danneggiato tremila edifici, la maggior parte per i vetri andati in frantumi. Sono 200mila i metri quadrati di vetro da sostituire. Un primo bilancio parla di 22 milioni di euro di danni. Il meteorite, del peso di circa dieci tonnellate, si è disintegrato nella parte bassa dell'atmosfera, formando una pioggia di cristalli che si è abbattuta sulla Russia centrale tra boati e bagliori. Le schegge hanno colpito sei città nella regione di Cheliabinsk. Danni sono stati rilevati in 34 ospedali e 360 scuole. Almeno 112 feriti sono stati ricoverati.

Il meteorite è esploso nove volte, la prima a una distanza di 55 chilometri dalla Terra. Le esplosioni, registrate su un’area molto estesa, da Tymen a Kurgan, nella regione di Svederlosk, e nel Kakazkhstan settentrionale, hanno seminato il panico tra la popolazione. I primi testimoni avevano pensato a un aereo che si era disintegrato in volo, altri hanno temuto che fosse arrivata la fine del mondo, due mesi in ritardo sulla previsione Maya. Il fenomeno non ha causato un innalzamento dei livelli di radiazioni, che sono rimasti nei parametri abituali. Il presidente russo, Vladimir Putin, ha inviato un gruppo di specialisti e ha ammesso che l’attuale sistema di monitoraggio «non è del tutto efficace». Per il premier Dmitri Medvedev questa «è la prova che non solo l’economia è vulnerabile, ma l’intero pianeta». Il leader nazionalista, Vladimir Zhirinovski, l’ha buttata in politica, affermando che si è trattato di «un test di armi americane».

Le autorità russe hanno invitato la popolazione a «non avvicinarsi a oggetti non identificati» e il ministero per le Emergenze ha fornito una serie di numeri di telefono da contattare per segnalare la presenza di possibili frammenti del meteorite. È probabile che uno dei rammenti più grandi sia precipitato nel lago di Chebarkul, a 60 chilometri da Cheliabinsk, dove è stato fotografato un foro di otto metri di diametro nella superficie ghiacciata. Nella zona sono già stati recuperati diversi frammenti di pietra nera e dura, simile a roccia, che potrebbero essere pezzi del meteorite. Su alcuni siti russi di annunci sono già comparse le prime offerte di frammenti, a «prezzi da concordare». A Cuba, intanto, nella provincia di Cienfuegos, alcuni cittadini hanno riferito di aver assistito all’esplosione di un corpo celeste nella notte di mercoledì scorso, ma è difficile che si tratti dello stesso meteorite. E c’è anche la butta sul ridere. Dopo lo shock iniziale non si sono fatte attendere battute e vignette in Rete. Un blogger ha postato la foto di Bruce Willis nei panni del protagonista di Armageddon. Sotto l’immagine si legge: «Per favore non chiamatemi».

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