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Pistorius spara e uccide la fidanzata

La tragedia di notte, nella casa dell’atleta: «Pensavo fosse un ladro» La polizia non gli crede e lo arresta a Pretoria con l’accusa di omicidio

f.puglisi@iltempo.it

Una vicenda che ha lasciato il mondo impietrito. Un San Valentino di sangue per Oscar Pistorius, l’atleta paralimpico sudafricano, icona dello sport che sconfigge l’handicap che ci ha fatto sognare, che ci hafatto emozionare e che ieri è stato arrestato dopo aver ucciso la fidanzata con quattro colpi di pistola nella sua villa di Pretoria.

Pistorius è stato incriminato per omicidio volontario e la polizia non sembra credere alla versione di un equivoco per cui avrebbe scambiato per un ladro Reeva Steenkamp, la fidanzata ex modella e starlette di un reality entrata nell’abitazione per fargli una sorpresa in occasione della festa degli innamorati.

Una portavoce della polizia ha riferito che gli agenti erano già stati chiamati nella villa per «segnalazioni» di natura «domestica», un termine che sembra indicare violenti litigi tra Pistorius e la ragazza.

La portavoce ha spiegato che la villa è «molto sicura, sempre sotto controllo» e sarebbe «strano che possa entrarvi un ladro», in quanto ci sono rigidi controlli per accedere al complesso residenziale. Il 26enne sprinter sudafricano, primo atleta con doppia amputazione a partecipare alle Olimpiadi dei normodotati a Londra 2012, comparirà questa mattina davanti al magistrato per la convalida dell’arresto e la polizia ha già fatto sapere che si opporrà alla richiesta di rilascio su cauzione. Intanto gli sponsor si dileguano: una tv via cavo sudafricana ha deciso di ritirare la campagna di spot pubblicitari per la «copertura» degli Oscar con il volto dell’atleta; dal sito di Pistorius è stato rimosso un banner della Nike. Pistorius è un’icona per il mondo paralimpico: con le sue protesi in fibra di carbonio (le lame, coltelli ricurvi che secondo alcuni gli danno un vantaggio sleale sugli avversari), «Blade runner» ha vinto la battaglia per partecipare alle Olimpiadi dei normodotati e a Londra si è qualificato per le semifinali dei 400 metri, tagliando il traguardo in 45,44 secondi. Qualche settimana più tardi è tornato a Londra per i suoi terzi Giochi Paralimpici, dove però ha subito la sua prima sconfitta in nove anni sui 200 metri, dove ha ottenuto solo l’argento; si è rifatto vincendo l’oro nella staffetta 4x100 e nei 400 metri.

L’atleta sudafricano ha già avuto disavventure in passato, anche per comportamenti violenti e collerici: a novembre era stato querelato da un produttore che aveva aggredito dopo le Olimpiadi di Londra, geloso perché frequentava Reeva, quella che è diventata la sua fidanzata. A un ex calciatore intervenuto per difendere il produttore aveva lanciato minacce via sms di «spezzargli le gambe». Nel 2008, inoltre, si era schiantato con il motoscafo contro un molo, apparentemente ubriaco, ed erano stati necessari 172 punti per salvargli il volto sfigurato.

Una passione per le armi e un carattere collerico che ha rischiato più volte di farlo finire seriamente nei guai: a poche ore dall’assassinio della fidanzata, il ritratto di Oscar Pistorius che emerge assume sfumature via via più scure rispetto alle immagini candide e vincenti a cui aveva abituato i milioni di fan.

Che fosse avezzo alle armi e un tiratore abituale lo confermano diverse fonti, a cominciare dal reporter del New York Times, Michael Sokolove, che in occasione di un’intervista all’atleta lo scorso gennaio, ebbe una dimostrazione di persona. Parlando della sicurezza in casa, il giovane mostrò al giornalista la sua pistola 9mm e poi lo portò in un poligono di tiro nelle vicinanze, dove gli spiegò i rudimenti dello sparare.

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