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L’affettuoso abbraccio dei fedeli

Nell’Aula Paolo VI prima uscita pubblica dopo l’annuncio delle dimissioni

L’affettuoso abbraccio dei fedeli

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La lunga giornata di Benedetto XVI era iniziata con l’udienza generale, prima uscita pubblica dopo l’annuncio della rinuncia al pontificato. Decisione che il Papa ha confermato nella parole con cui ha esordito davanti alle migliaia di fedeli che gremivano l’Aula Paolo VI. «Ho sentito quasi fisicamente, in questi giorni per me non facili, la forza delle vostre preghiere: continuate a pregare per me, per la Chiesa e per il prossimo Papa» ha detto Ratzinger, accolto da un applauso lungo e caloroso. Poi la catechesi, che ha preso spunto dall’inizio della quaresima. Il Pontefice ha invitato a «riflettere sulle tentazioni a cui è sottoposto Gesù nel deserto. È un invito per ciascuno di noi a rispondere ad una domanda fondamentale: che cosa conta davvero nella nostra vita?». E il Papa ha ribadito la necessità di andare controcorrente: «Le prove a cui la società attuale sottopone il cristiano sono tante, e toccano la vita personale e sociale. Non è facile - ha detto - essere fedeli al matrimonio cristiano, praticare la misericordia nella vita quotidiana, lasciare spazio alla preghiera e al silenzio interiore. Non è facile opporsi pubblicamente a scelte che molti considerano ovvie, quali l'aborto in caso di gravidanza indesiderata, l'eutanasia in caso di malattie gravi, o la selezione degli embrioni per prevenire malattie ereditarie». La tentazione è anche quella di «strumentalizzare Dio, usarlo per i propri interessi». Per questo è necessario «rinnovare ogni giorno la propria scelta per mettere Dio al primo posto».

Al termine dell’udienza è palpabile l’emozione tra le migliaia di persone di tutto il mondo che hanno assistito all’udienza di Benedetto XVI. Sandra è «romana de Roma», come tiene a specificare: «Ho avuto la fortuna di partecipare alla prima e all’ultima udienza di questo Papa - racconta - Mi ha commosso, mi fa tanta tenerezza che abbia dovuto prendere una decisione quasi impossibile. È chiaro che la Chiesa sta soffrendo molto in questo periodo. Sembra che la Chiesa sia in pasto al demonio, ma non ce la farà». E le dimissioni del Papa? «Penso che i suoi problemi siano più psicologici che fisici, anche se l’età è avanzata. Ma sono convinta - conclude - che chi verrà dopo di lui, farà il bene della Chiesa e dei cristiani». Due ragazze spagnole raccontano le loro impressioni: «Le parole del Papa mi hanno destato molti sentimenti - spiega una - Mi ha fatto piacere vedere l’affetto e la preghiera della gente. E anche il modo in cui Benedetto XVI si appoggia sulle preghiere dei fedeli». «È straordinario - aggiunge la sua amica facendo riferimento alla catechesi - constatare come il Papa sia impegnato a lavorare fino all’ultimo momento». Poco lontano c’è un gruppo di peruviani. Sono una quindicina di pellegrini della parrocchia del Signore dei Miracoli di Lima giunti a Roma per l’Anno della Fede. Sui loro volti dai tipici tratti andini si legge la gioia per aver potuto «vedere Pietro»: mai avrebbero pensato di partecipare a un’udienza di rilevanza storica. «Ci sta bene quello che ha spiegato padre Lombardi - dicono - Il Papa non ce la fa più, punto e basta, dietro non c’è nient’altro. A noi va bene quello che ha deciso il Santo Padre: sarà sicuramente per il bene della Chiesa».

Lapidaria la risposta di un giovane universitario appena fuori l’Aula Paolo VI alla domanda su come abbia visto Benedetto: «Libero». Con quella grande libertà di spirito che gli ha permesso di compiere un atto senza precedenti di grandissima umiltà e coraggio.

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