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Il successore di Benedetto sarà eletto da 117 cardinali

Servono due terzi dei suffragi Il Conclave inizierà tra il 15 e il 19 marzo

f.puglisi@iltempo.it

Saranno 117 i cardinali che eleggeranno il nuovo Papa nel prossimo mese di marzo. Al momento infatti i cardinali con meno di 80 anni sono 118, ma l’ucraino Husar supererà la soglia il 26 febbraio e dunque resterà fuori dalla Cappella Sistina, così come non entreranno in Conclave il decano del Collegio cardinalizio Angelo Sodano e il sottodecano Roger Etchegaray, ultraottantenni. Aboliti i modi di elezione detti «per acclamationem seu inspirationem e per compromissum», la forma di elezione del Romano Pontefice «sarà unicamente per scrutinium», come ha deciso Giovanni Paolo II nella costituzione apostolica «Universi Dominici Gregis» che ha profondamente innovato la procedura per eleggere il Papa.

Nel documento è stabilito, ad esempio, che «per la valida elezione si richiedono i due terzi dei suffragi, computati sulla totalità degli elettori presenti». Nel caso in cui «il numero dei Cardinali presenti non possa essere diviso in tre parti uguali, per la validità dell’elezione del Sommo Pontefice è richiesto un suffragio in più». All’elezione si procederà immediatamente dopo che siano stati espletati tutti gli adempimenti richiesti e «qualora ciò avvenga già nel pomeriggio del primo giorno, si avrà un solo scrutinio». Nei giorni successivi, poi, «se l’elezione non s’è avuta al primo scrutinio, si dovranno tenere due votazioni sia al mattino sia al pomeriggio, dando sempre inizio alle operazioni di voto all'ora già precedentemente stabilita o nelle Congregazioni preparatorie o durante il periodo dell'elezione».

Resta immutata rispetto alla tradizione la localizzazione delle votazioni, che, come sempre, avranno luogo nella Cappella Sistina, dove, ha scritto Giovanni Paolo II nella Costituzione Apostolica «tutto concorre ad alimentare la consapevolezza della presenza di Dio, al cui cospetto ciascuno dovrà presentarsi un giorno per essere giudicato». Ma, come avvenuto nel 2005, grazie al documento del 1996, gli elettori non saranno più costretti a dormire in scomode stanzette ricavate con tramezzi provvisori nei saloni dell'attiguo Palazzo Apostolico, ma «in ambienti convenienti». «Al momento stabilito per l’inizio delle operazioni dell’elezione del Sommo Pontefice, tutti i Cardinali elettori - si legge infatti nel testo - dovranno aver avuto e preso conveniente sistemazione nella cosiddetta «Domus Sanctae Marthae», costruita di recente nella Città del Vaticano».

«Dal momento in cui è stato disposto l’inizio delle operazioni dell’elezione, fino al pubblico annunzio dell’avvenuta elezione del Sommo Pontefice o, comunque, fino a quando così avrà ordinato il nuovo Pontefice - continua il documento - i locali della Domus Sanctae Marthae, come pure e in modo speciale la Cappella Sistina e gli ambienti destinati alle celebrazioni liturgiche, dovranno essere chiusi, sotto l'autorità del Cardinale Camerlengo e con la collaborazione esterna del Sostituto della Segreteria di Stato, alle persone non autorizzate, secondo quanto stabilito nei numeri seguenti». Mentre «l’intero territorio della Città del Vaticano e anche l’attività ordinaria degli Uffici aventi sede entro il suo ambito dovranno essere regolati, per detto periodo, in modo da assicurare la riservatezza e il libero svolgimento di tutte le operazioni connesse con l’elezione del Sommo Pontefice». In particolare, «si dovrà provvedere che i Cardinali elettori non siano avvicinati da nessuno mentre saranno trasportati dalla Domus Sanctae Marthae al Palazzo Apostolico Vaticano». E a tutti coloro che «casualmente dovessero incontrare qualcuno dei Cardinali elettori in tempo di elezione, è fatto assoluto divieto di intrattenere colloquio, sotto qualsiasi forma, con qualunque mezzo e per qualsiasi motivo, con i medesimi Padri Cardinali». Non solo: «i Cardinali elettori, dall'inizio delle operazioni dell’elezione fino a quando questa sarà avvenuta e pubblicamente annunciata», dovranno astenersi «dall'intrattenere corrispondenza epistolare, telefonica o con altri mezzi di comunicazione con persone estranee, se non per comprovata ed urgente necessità, debitamente riconosciuta dalla Congregazione».

La Costituzione stabilisce poi che «nessun Cardinale elettore potrà essere escluso dall’elezione sia attiva che passiva per nessun motivo o pretesto». In periodo di Sede Vacante, «il Collegio dei Cardinali non puo' riammettere o riabilitare costoro».

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