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«Più preghiere e meno chiacchiere Una decisione in piena libertà»

Marco Caroni «Più preghiere e meno chiacchiere. Il Santo Padre ha preso la sua decisione in piena libertà e piene facoltà mentali e fisiche: credo che sia nostro dovere ora essergli tutti vicini...

«Più preghiere e meno chiacchiere. Il Santo Padre ha preso la sua decisione in piena libertà e piene facoltà mentali e fisiche: credo che sia nostro dovere ora essergli tutti vicini nella preghiera».

Monsignor Raffaello Martinelli, vescovo della diocesi di Frascati, non conosce bene Joseph Ratzinger: con lui, gomito a gomito, ha lavorato per lunghissimi anni nella Congregazione per la dottrina della fede. Con Ratzinger, monsignor Martinelli ha lavorato nella stesura del Catechismo della Chiesa cattolica. Un rapporto speciale, rinsaldato lo scorso 15 luglio 2012 con la visita del Sommo Pontefice a Frascati: durante il discorso che Benedetto XVI pronunciò dal sagrato della cattedrale di San Pietro, il nome di Martinelli venne più volte affettuosamente rimarcato. Oggi il vescovo di Frascati chiede rispetto e preghiera per il suo vecchio e stanco «amico». «Ho avuto modo di vedere il Papa venerdì scorso in occasione dell’incontro ad limina con i vescovi. L’ho trovato bene, niente che potesse far ipotizzare quello che invece aveva in animo: era stanco, è vero, ma molto presente di spirito.

Ha parlato a lungo con noi vescovi, a braccio, trattenendosi con noi per quasi un’ora e mezza». Insomma, quello che è arrivato sulla Chiesa è stato un fulmine a ciel sereno. «Era nel pieno diritto del Papa compiere questa scelta: una decisione che ha preso con piena consapevolezza. Sono certo che abbia pensato a lungo a come e se compiere questo passo: sono convinto che abbia pregato e si sia rivolto a Dio prima di formulare il discorso che ha poi pronunciato lunedì».

Monsignor Martinelli non vuol sentir parlare di dietrologie: «Il peso dell’età evidentemente in questo momento ha avuto il sopravvento: come ha detto il Papa stesso, si tratta di un estremo gesto di amore per la Chiesa e credo che Benedetto XVI abbia avuto tutto il diritto di prendere questa soffertissima decisione. Noi dobbiamo essergli vicino nella preghiera: quando si ipotizzano le cause della rinuncia al soglio pontificio del Santo Padre si rischia di entrare nel vivo della questione. Benedetto XVI ha agito nella consapevolezza del bene supremo della Chiesa e per questo il suo gesto va considerato come un atto di amore e di grande coraggio».

Quella calda mattinata di metà luglio nella quale, arrivando da Castel Gandolfo, Benedetto XVI giunse a Frascati accolto da un Martinelli raggiante e dall’intera diocesi e dalla autorità civili e militari sembra lontana anni luce. Ancora più distanti nel tempo quei mesi, quegli anni di intensa collaborazione per la redazione del Catechismo.

«Questo – avverte monsignor Martinelli – non è il momento delle illazioni e delle chiacchiere ma solo quello della preghiera: per Sua Santità, in questo difficilissimo momento della sua vita e per la Chiesa. La grande commozione per quanto sta accadendo in questi giorni deve lasciare spazio alla comprensione, alla carità ed al silenzio».

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