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I magistrati seguono la pista del mattone di Mps

Le indagini sul caso Monte dei Paschi prendono anche il versante immobiliare. Quello per il quale anche nell'assemblea dei soci, i piccoli azionisti intervenuti avevano chiesto al presidente...

I  magistrati seguono la pista del mattone di Mps

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Le indagini sul caso Monte dei Paschi prendono anche il versante immobiliare. Quello per il quale anche nell'assemblea dei soci, i piccoli azionisti intervenuti avevano chiesto al presidente Alessandro Profumo, una dettagliata relazione sullo stato del patrimonio in mattoni del Monte. Nella mattinata di ieri gli inquirenti senesi, secondo quanto riferiscono fonti giudiziarie, hanno eseguito nuove acquisizioni relative all'inchiesta sulla vendita di alcuni immobili da parte di Valorizzazioni Immobiliari, la società venduta da Banca Mps nel 2008 a una joint-venture di cui facevano parte Lehman Brothers e Sansedoni Spa, azienda quest’ultima controllata per 21% da Banca Montepaschi, per il 67% dalla Fondazione Montepaschi e per l'11% dalla cooperativa emiliana Unieco. Quando furono effettuate le vendite, Valorizzazioni Immobiliari. aveva un portafoglio immobiliare di 180 unità tra fabbricati e immobili non strumentali dell’attività bancaria con un patrimonio complessivo di circa 100 milioni. Le iniziative di ieri mattina spiegano le perquisizioni effettuate lunedì scorso nella società riconducibili ad Antonio Degortes. Il cui legale ieri ha spiegato però che «l’inchiesta della procura di Siena sulle proprietà di Antonio Degortes non è collegata alla vicenda Mps». Intanto ieri Tommaso Di Tanno, già presidente del collegio sindacale di Banca Mps, è stato interrogato per sei ore dai magistrati senesi che conducono l’inchiesta sull’acquisizione di Banca Antonveneta da parte di Monte Paschi. «È andato tutto bene. Ho dato risposte precise e puntuali. La lunghezza dell’incontro è derivata dal fatto che abbiamo voluto che la verbalizzazione fosse altrettanto precisa e puntuale» ha detto Di Tanno. Nel corso del colloquio si è parlato degli aspetti legati all’operazioni sui derivati «Santorini» e «Alexandria». Di Tanno, sentito come persone informata sui fatti, indagato per reati connessi, è stato assistito dai suoi avvocati empre ieri i commissari sono arrivati alla Banca Popolare di Spoleto in amministrazione straordinaria. Stessa sorte poi toccata alla Spoleto credito e servizi che controlla il 51% dell’istituto umbro. I provvedimenti - lo scioglimento degli organi con funzioni di amministrazione e controllo - sono stati disposti dal ministero dell’Economia su proposta della Banca d’Italia. Che ha messo sotto accusa quella che ritiene la incontrollata gestione operativa della Bps e la sua situazione di ingovernabilità. La proposta di commissariamento è stata formulata da Bankitalia per lo scontro tra la controllante Spoleto Credito e Servizi (51%) e l'altro socio di riferimento, Monte dei Paschi di Siena (26%).

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