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    Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

15/01/2012, 05:30

Fisco, un commerciante su due non fa lo scontrino

Dopo Cortina d'Ampezzo, controlli nelle zone Ostia, Eur, Cola di Rienzo e centro storico. La scusa: il cliente è andato via prima che riuscissi a consegnarglielo".

Finanzieri controllano il corretto rilascio di ricevute e scontrini fiscali Irregolare quasi un commerciante su due. Dopo il blitz a Cortina d'Ampezzo ieri la Guardia di finanza ha setacciato i negozi di Roma. I militari hanno passato al vaglio le vie commerciali nelle zone Marconi, Eur, Ostia, Cola di Rienzo via della Conciliazione e il Centro storico. Normali controlli di cui però si parla con una certa enfasi perché fanno parte del Piano coordinato di controllo economico del territorio. E non sarà l'ultimo. Le verifiche hanno riguardato i furbetti che non rilasciano ricevute e scontrini fiscali. Su 405 esercizi controllati sono state riscontrate 190 violazioni a cui vanno ad aggiungersi altre 198 individuate nei primi tredici giorni dell'anno, a Roma e in provincia.


Ultimamente, in tempo di crisi, i finanzieri hanno notato che va di moda rilasciare falsi scontrini, conteggi fatti con macchine calcolatrici dalle quali si strappa il conto non emesso però da registratori di cassa. Curiosa la scusa riferita a un finanziere, escogitata in tutta fretta da un commerciante di viale Marconi: «Il cliente è andato via di corsa, non ho fatto in tempo a dargli lo scontrino fiscale». I controlli della Finanza sono stati estesi agli abusivi e alla vendita di beni contraffatti: sequestrati quasi 500.000 pezzi, denunciate quindici persone (due italiani e tredici africani).

 
Tra le merci circa 113.000 orologi e 370.000 occhiali. Anche in questo caso, i risultati vanno ad aggiungersi a ulteriori 80.000 pezzi contraffatti e alla denuncia di 39 soggetti, già effettuati dalle Fiamme gialle dall'inizio del 2012 nella provincia. Fino a novembre 2011 la Finanza ha sequestrato quasi 13 milioni e 500 mila pezzi di merce contraffatta, falso «made in Italy»: dai capi di abbigliamento a quelli di pelletteria, con la denuncia di 1.637 persone, di cui nove arresti. Di rilievo è stato il sequestro - operato dalle Fiamme gialle del Nucleo polizia tributaria nei confronti di un sodalizio costituito da cinesi dedito all'importazione e alla commercializzazione di merce contraffatta - immobili, quote societarie e automezzi - per un valore di circa quattro milioni di euro, in applicazione della normativa antimafia estesa ai reati legati al "falso". La percentuale degli irregolari denunciati ieri non si discosta molto da quella registrata dalla Finanza lo scorso anno. I controlli sono stati 20 mila e 9.100 i sanzionati.


La multa è di 516 euro, 140 se il commerciate "concilia" subito, cioè firma il verbale di contestazione. Npon rischia niente il cliente che non esibisce ricevuta o scontrino fiscale. Il militare non incassa il dovuto dal titolare. Sarà l'Agenzia delle Entrate a riscuotere l'importo. Le Fiamme gialle hanno avviato controlli a largo raggio in diverse città italiane. La caccia all'evasore, accompagnata da non poche polemiche, era partita da Cortina d'Ampezzo in occasione delle feste di Capodanno. A Roma, dopo l'operazione di ieri, gli uomini della Guardia di finanza annunciano per la prossima settimana altri controlli a tappeto anche in tutta la provincia. Su tutte le attività commerciali, senza distinzioni di categoria: un distinguo che i negozianti tendono a fare.

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Fabio Di Chio

15/01/2012

  • 17/01/2012 12:22
    La contraffazione è opera quasi esclusiva dei cinesi che, se lasciati entrare in un paese liberi di agire, producono gravissimi danni all'economia locale. La Cina è la seconda potenza economica mondiale. Mi chiedo quindi perché si debbano rilasciare permessi di soggiorno ai cinesi. Un appello: non comprate roba cinese. Ci stiamo rovinando con le nostre mani.
  • 17/01/2012 12:17
    E' interesse di tutti ritirare lo scontrino fiscale. Si fà presto a lamentarsi dell'evasione fiscale, ma poi devono seguire comportamenti idonei. Come dipendente poi sono stanco di pagare le tasse per la stragrande maggioranza di commercianti e professionisti che non le pagano. Ma il problema non si risolverà finché non si applica un vero deterrente come la galera per gli evasori. Negli altri paesi occidentali (dove tale principio viene applicato) l'evasione è un quinto di quella italiana. Date 10 anni di galera al primo evasore e poi vedrete come tutti si sbrigheranno a pagare le tasse. Ma ci vuole la volontà politica di farlo. Tutto qui.
  • 17/01/2012 11:31
    Dell'evasione vera che esporta i capitali all'estero non importa proprio niente a nessuno; la lotta all'evasione, secondo l'attuale dominante oligarchia, è quella volta a “rompere le scatole” ai cittadini comuni che devono vivere alla giornata e che, se possono a risparmiare un 20% sul prezzo di un prodotto non ci pensano due volte. Ed è normale, non capisco quale interesse si può avere a pagare un prodotto 120 quando, senza fatturazione o scontrino o ricevuta, lo si può pagare 80 con l’ulteriore sconto soddisfatto del venditore e del compratore. Lo Stato fiscale è tipico dei regimi totalitari come quello comunista che oggi ci governa e che tende ad immiserire la popolazione e dominarla soggiogandola di tanto in tanto con qualche miserevole regalia. Fate dedurre dall'imponibile almeno tutta l'IVA e in breve non ci sarà nemmeno bisogno di chiederlo lo scontrino, perchè è una reazione a catena che finirebbe per interessare anche chi oggi è restio a consegnarlo. Tutto il resto è solo demagogia e menzogna.
  • 16/01/2012 12:55
    se non si crea un conflitto d'interessi con il consumatore finale, incoraggiandolo a chiedere lo scontrino fiscale perchè detraibile la spesa effettuata(almeno in una buona percentuale) dal reddito imponibile (in fondo si tratta di un trasferimento di ricchezza ad altro soggetto, mentre non si vede quale possa essere il valore aggiunto per il consumatore finale del costo di una tazzina di caffè o di un chilo di pane e di pasta e via dicendo). L'IVA secondo me non deve essere imposta al consumatore finale o, quantomeno, ne deve essre prevista la totale deducibilità dal reddito imponibile. Allora la GdF si potrebbe risparmiare controlli sugli scontrini fiscali e dedicarsi a qualcosa di più e, per quo mi riguarda, la sua funzione andrebbe ricondotta a quella originaria: controllo doganale, delle frontiere, lotta al contrabbando oggi ancor più rilevante di una volta e all'esportazione illegale di valuta.
  • 15/01/2012 17:14
    mettete un gratta e vinci sullo scontrino è sarà interesse del cliente richiederlo
  • 15/01/2012 16:53
    solo il 50% non fa lo scontrino ed evade le tasse? Beh.. allora siamo in netto miglioramento.
  • 15/01/2012 11:45
    Con una lotteria giornaliera che premi i possessori degli scontrini fiscali! Questi dovrebbero riportare la partita iva e l'orario di emissione. Si formerebbe così un numero identificativo unico che se estratto darebbe diritto alla vincita (ad esempio importo scontrino moltiplicato per mille)! In questo modo tutti sarebbero interessati a chiedere lo scontrino, a conservarlo solo per poco tempo. Il risultato sarebbe un formidabile contributo all'emissione degli scontrini, creando CONFLITTO D'INTERESSE fra cliente ed esercente. Ovviamente, per far questo, bisognerebbe implementare la trasmissione telematica dei movimenti (pagamenti/incassi) di tutte le attività ! Comunque, ben vengano i controlli ! Meglio colpire pochi ed educare tanti altri! (Obama a fatto fallire una banca per educarne altre!)
  • 15/01/2012 11:23
    Che me ne frega a me cliente di ritirare lo scontrino?? Sarebbe sufficiente poterne scalare dalle tasse anche una piccola parte e tutto si risolverebbe automaticamente perchè tutti pretenderebbero lo scontrino o la fattura dell'artigiano o del professionista, etc, etc. Ma evidentemente dell'evasione, nonostante i proclami, non ne frega in fondo a nessuno. Basterebbe permettere facoltativamente di pagare con carta di credito ed avere dalla banca, a fine anno, un tabella riepilogativa divisa per tipo di deducibilità, diciamo ad esempio una decina. Il Fisco saprebbe pian piano un pò tutto. E non sarebbe uno stato di polizia perchè questa possibilità dovrebbe restare facoltativa. Ma che gliene importa al governo dell'evasione!!! E' sufficiente per fare un pò di proclami...
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