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27/09/2011, 19:30

"Senza sono ancora meglio", un cappellino per Isabella Rauti

La scritta ripresa dalla t-shirt indossata da Nicole Minetti. La moglie del sindaco insieme alla consigliera regionale della Lombardia al centro di una querelle per la loro nomina "calata dall'alto".

Isabella Rauti con il cappello Un cappellino con la scritta "Senza sono ancora meglio" regalato a Isabella Rauti, consigliera regionale del Lazio e moglie del sindaco Alemanno, da alcune militanti del Pdl ha chiuso, almeno per oggi, la querelle su chi fosse più meritevole della candidatura a consigliere regionale tra la stessa Rauti e Nicole Minetti all'interno del partito di Berlusconi. Un applauso dei presenti ha accompagnato la consegna del dono alla Rauti, intervenuta alla Limonaia di Villa Torlonia per la presentazione del libro "Canto delle pietre". La consigliera regionale e moglie del sindaco Alemanno ha commentato così la polemica: "Non è una questione personale ma politica".


L'affaire Tutto nasce da una dichiarazione del sindaco di Roma Alemanno, che ieri, al dibattito organizzato da Nuova Italia, ha attaccato Nicole Minetti con queste parole: "Dobbiamo dire con chiarezza: mai più Minetti nei Consigli regionali, perché in questo modo offendiamo il Pdl e Silvio Berlusconi". Subito è arrivata la "vendetta" del coordinatore redionale del Pdl della Lombardia: "Alemanno non è titolato a fare quelle osservazioni: nel listino della Regione Lazio ha messo sua moglie, Isabella Rauti. Per cui stia zitto", così Mario Mantovani ha rimbeccato il sindaco di Roma ai microfoni della Zanzara su Radio 24. "La Minetti fa bene alla Lombardia ed è una consigliera di tutto rispetto: è laureata con il massimo presso l'Università di Milano. Ed è stata scelta in Regione per le sue competenze nelle professioni della sanità".  "La maglietta - ha aggiunto il coordinatore del Pdl - forse era inopportuna". Mantovano allude alla t-shirt con cui girava la consigliera per via Monte Napoleone, riportando la scritta "Senza sono ancora meglio". "Sono frasi che si scrivono sulle magliette, ma il fatto che la portasse lei era inadeguato", ha detto Mantovano. E la Minetti ha comunicato di non avere nulla da aggiungere rispetto a quanto detto dal coordinatore Pdl Lombardia. Subito si è alzata una raffica di attacchi bipartisan a Mantovano, insieme ad attestati di solidarietà e stima alla moglie di Alemanno. Tra questi, anche quello del sindaco stesso, che ha difeso sua moglie dalla sua pagina Facebook. Dal botta e risposta si scatena anche il dibattito sull'opportunità di rivedere il sistema elettorale. Sia la Rauti che la Minetti, infatti, sono state elette in Consiglio regionale attraverso il listino bloccato deciso dai partiti.


La reazione di Isabella Rauti: "Nessuno mi trascinerà mai in una polemica con un'altra donna. A me interessa l'oggetto del contendere che è quello di un sentimento diffuso all'interno del Pdl di una riforma del sistema elettorale ovvero un ritorno alle preferenze, l'introduzione di primarie a tutti i livelli e la possibilità per i cittadini di scegliere i candidati e non di vederli catapltati dall'alto". "Ogni meccanismo ha un potenziale di rischio che va governato e c'è chi non condivide la legge sulle preferenze ma parla di collegi uninominali - prosegue la moglie del sindaco - questa è materia che dovremo discutere. Alfano ha annunciato un tavolo di studio e varie ipotesi di riforme elettorali. Il dibattito è aperto".

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27/09/2011

  • 24/11/2011 11:06
    Ma Isabella Rauti, se non fosse stata imposta dal marito sindaco alla Polverini nel listino bloccato, quando mai avrebbe avuto i voti per essere eletta alla regione? Già aveva provocato aspre critiche, e proprio da noi ex missini, la sua nomina a dirigente del Comune di Roma. Ma ripristiniamo pure le preferenze: ce ne saranno di sorprese!!
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