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Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

27/07/2010, 05:30
Lavoro in corso: corridoi e scale chiuse, spazi angusti e nessuna via di fuga. Cavi che pendono dal soffitto nel nodo di scambio della metro. Decine di persone strette come sardine.
Decine di corpi stretti sulle scale mobili. Corridoi super affollati per spostarsi da una banchina all’altra. E neanche una via di fuga. Sui lati ci sono le recinzioni che delimitano i cantieri. Nelle ore di punta la massa umana che affolla i sotterranei della stazione metropolitana di Termini raggiunge almeno il doppio delle persone che potrebbe accogliere. Basta passarci la mattina alle 8, alle 12,30 o la sera alle 18,30 per rendersene conto.
Chi si sposta nei sotterranei troverà cavi che pendono dai soffitti senza alcuna precauzione e una massa di gente che ti strizza contro le pareti. Basterebbe un imprevisto, un'esplosione o un incendio per creare il panico. I lavori nel nodo di scambio di Termini tra le due linee della metropolitana sono cominciati il 10 aprile. Ancora oggi bisogna cimentarsi in una vera e propria gimkana tra i corridoi stretti come sardine. I lavori comportano la chiusura a rotazione di alcuni settori. Alcune scale mobili sono ferme e per spostarsi dalla linea A alla linea B i passeggeri sono costretti a incrociarsi con chi proviene dall'esterno. Chi arriva alla stazione con la linea A e vuole raggiungere la B, invece, è costretto a uscire fuori e a rientrare all'altezza del Forum Termini (il centro commerciale interrato della stazione) sul lato di via Giolitti.
Certo, l'obiettivo è ristrutturare l'intera stazione metropolitana, con nuove scale mobili, percorsi più agevoli e sistemi di sicurezza al passo con i tempi (sono 63 i milioni investiti per l'allargamento dell'uscita dalla metro A, nuovi ascensori e percorsi per non vedenti). La situazione nei corridoi del nodo di scambio però - fanno sapere da Roma Metropolitane - dovrebbe migliorare a metà agosto quando sarà aperta una nuova scala mobile. Ma c'è comunque da stringere i denti ancora per un bel po': la fine dei lavori è prevista nel 2012. Anche se i problemi non finiscon qui.
Chi si azzarda a salire su un convoglio della linea B ha una possibilità su due di restare soffocato dal caldo. Ieri pomeriggio decine di passeggeri grondavano di sudore accalcati nei vagoni della speranza. Tra Laurentina e Rebibbia, infatti, la metà dei treni sono senza aria condizionata (solo 6 hanno gli impianti climatizzati, tra qualche giorno ne arriveranno altri due). Fortunatamente la temperatura in questi giorni è scesa leggermente e non si sono verificate scene di malori e svenimenti come il 16 luglio scorso.
Dario Martini
27/07/2010