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Facendo doppio click su una qualsiasi parola presente nell'articolo, sarà visualizzata la definizione della parola, così come è stata pubblicata all'interno del Vocabolario della Lingua Italiana Zingarelli 2010.
Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

Nel capoluogo pontino l’imperativo è mantenere le bocche cucite, nelle piccole come nelle grandi cose, e il lavoro degli investigatori diventa sempre più difficile
Paura ma anche tanta omertà, assuefazione a realtà criminali. Il capoluogo pontino esce dai due giorni di sangue con un’immagine estremamente simile a quella di troppi centri del profondo sud del Paese. A farlo notare è stata anche il procuratore aggiunto Nunzia D’Elia, evidenziando soprattutto l’assenza di testimoni in un episodio come quello che ha visto vittima Carmine Ciarelli, colpito da ignoti in pieno giorno, davanti a un bar e in un quartiere solo relativamente periferico.
Nel capoluogo pontino l’imperativo è mantenere le bocche cucite, nelle piccole come nelle grandi cose, e il lavoro degli investigatori diventa sempre più difficile. Già per la morte di Giorgio Soldi, a due passi dall’affollata piazza della Libertà, la difficoltà maggiore era stata quella di trovare persone disposte a parlare e a raccontare qualcosa di più che semplici spezzoni dell’accaduto. Ora è peggio. L’importante per i più è restare tranquilli e se questo significa chiudere gli occhi poco importa.
C’è insicurezza, poca fiducia forse nelle istituzioni, e soprattutto voglia di guardare solo agli affari propri. «Chi ha paura muore ogni giorno», è il titolo di un fortunato libro di Giuseppe Ayala sugli anni trascorsi con Falcone e Borsellino, in prima linea nella lotta a Cosa Nostra. Il pericolo maggiore per Latina sembra quello di morire piano piano, indifferente, ogni giorno.
Clemente Pistilli
29/01/2010