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06/09/2011, 17:57

Emergenza carceri, a Viterbo acqua all'arsenico per i detenuti

La denuncia del Garante Marroni. "Al Mammagialla mancano gli agenti e il direttore, 741 detenuti stipati in 444 posti disponibili".

Carceri "Sovraffollamento, mancanza di agenti di polizia penitenziaria e del direttore, carenza di risorse finanziarie e ora, anche l'emergenza causata dall'acqua a elevato contenuto di arsenico. Sembra senza fine la situazione di emergenza del carcere Mammagialla di Viterbo". La denuncia è del Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni, che già all'inizio dell'estate aveva convocato una conferenza stampa per rendere pubblica questa situazione. "Ma nonostante il mio intervento pubblico - ha detto Marroni - e l'interessamento sempre più pressante delle istituzioni locali, nulla è accaduto anzi, la situazione sembra peggiorare sempre di più". E' la fotografia di una situazione, quella delle carceri, che è rimasta tale e quale nonostante l'iniziativa dei numerosi scioperi della fame promossi dal leone radicale Marco Pannella, sostenuta dal Presidente della Repubblica Napolitano, per mettere all'ordine del giorno l'urgenza.


LE CIFRE DELL'EMERGENZA Secondo gli ultimi dati pubblicati dal Dipartimento per l'Amministrazione Penitenziaria (Dap), i detenuti reclusi a Viterbo sono attualmente 741, a fronte di soli 444 posti disponibili. L'ultima emergenza, in ordine temporale, è legata all'altissimo contenuto di arsenico nell'acqua di Viterbo. Una situazione che ha costretto il Comune a installare distributori pubblici di acqua depurata dove si affollano gruppi di cittadini. "Purtroppo - ha detto il Garante - i detenuti del Mammagialla non hanno questa opportunità e sono costretti o a bere l'acqua che esce dai rubinetti o a pagare di tasca propria bottiglie di acqua minerale per bere e cucinare. Un sacrificio troppo grande per detenuti che, troppo spesso, non hanno i soldi neanche per i francobolli". "Il numero dei reclusi e la penuria di risorse hanno causato il peggioramento delle condizioni nel carcere per la scarsità di attività ricreative, formative, scolastiche e lavorative e l'appesantimento dei ritmi e della qualità del lavoro per il personale. Il carcere di Viterbo deve affrontare tali emergenze senza un responsabile - continua la nota. "Da mesi la struttura è priva di un direttore ed è retta da un responsabile a mezzo servizio, il dirigente del carcere di Civitavecchia. E, secondo le ultime notizie, sembra che il nuovo direttore non arriverà prima dell'anno prossimo".
 

L'APPELLO AL NEO MINISTRO NITTO PALMA "La drammatica situazione che si vive a Viterbo è sotto gli occhi di tutti - ha concluso il Garante - Una situazione insostenibile che dovrebbe essere affrontata al massimo livello politico. Cosa che, per altro, non sembra sia fra le priorità del Parlamento né del nuovo ministro della Giustizia Nitto Palma. Ciò che si può fare, nell'immediato, è adottare alcune semplici misure che possano migliorare la vita nel carcere di Viterbo. Per questo credo sia necessario che si tenga un vertice con Prefettura, Regione Lazio, Provincia e Comune di Viterbo, i parlamentari locali, l'Amministrazione penitenziaria e le associazioni di volontariato".

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06/09/2011

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