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Ara Pacis La teca sarà tolta: «È un intervento invasivo da rimuovere»

Alemanno fa già pulizia: «Via i dirigenti esterni»

Susanna Novelli
s.novelli@iltempo.it
«Mi sono affacciato al balconcino di cui parlava tanto Veltroni ed effettivamente si ha davvero la sensazione di essere al centro del mondo». E sì, il nuovo sindaco di Roma, Gianni Almeanno, è stato proclamato ufficialmente ieri e con l'insediamento al palazzo Senatorio, si è ritrovato davvero al centro del mondo.

Lo si capisce dall'atmosfera che si respira già dall'atrio del palazzo più importante della Capitale, dai sorrisi e dagli sguardi dei dipendenti capitolini. Una novità così grande se l'aspettavano in pochi, e incuriosisce tutti. Così, dalla fila sulle scale e da una protomoteca stracolma non solo di consiglieri eletti, di ex consiglieri e degli esponenti locali del neonato Pdl ma anche, o soprattutto, di quei dipendenti capitolini, vigili, tecnici, tutti vogliono «vedere» il nuovo sindaco. E il primo intervento di Alemanno è un intervento da sindaco. Deciso sulle priorità dettate già nel prgoramma elettorale, rassicurante sulle paure di chi le novità stenta a comprenderle e pensa che il cambio della guida significa azzerare tutto e tutti. Chiaro e diretto, Alemanno va subito al punto. «Uno dei primi atti di oggi è stato quello di confermare tutti i dirigenti interni di ruolo e comandati, 280 in tutto, e congedato gli esterni, in tutto 31. Vogliamo ripartire dalle risorse interne del Comune». Un messagggio chiaro anche per la sicurezza «mercoledì prossimo abbiamo convocato con il prefetto il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza - annuncia - avrei voluto farlo prima ma per motivi tecnici non era possibile. Il nostro sarà un lavoro «paziente e difficile perché la situazione di degrado in alcune aree è grave. Allontaneremo da Roma tutti gli stranieri che hanno violato la legge». In serata poi il neo sindaco ha precisato che lo sgombero dei campi nomadi inizierà con i 25 insediamenti abusivi già censiti. «Lavoreremo subito poi - ha proseguito - per costituire una commissione «Attali» per lo sviluppo di Roma. Ci saranno personalità di alto profilo sia nazionale che internazionale e ho pensato a uno slogan: "Liberiamoci dell'insicurezza. Occupiamo con la solidarietà". Questo sarà il nostro grande lavoro di concerto con le associazioni, il volontariato, nel rispetto dei diritti di tutti». Una sengale lapidario, poi, arriva per le aziende municipalizzate: «Tutti coloro che hanno una nomina derivante dal sindaco e dal Consiglio comunale precedente dovrebbero, per correttezza istituzionale, presentare le loro dimissioni. Questo non vuol dire azzerare tutto - ha precisato Alemanno - ma vedremo quali competenze attribuire all'apparato holding di Roma che comunque sarà semplificato». Dicontinuità, dunque, anche sule opere architettoniche. Sulla contestatissima teca di Meier all'Ara Pacis, Alemanno conferma: «La Teca di Meier è un intervento invasivo da rimuovere, anche se non è ovviamente la prima priorità. Ci impegniamo a rivedere tutti gli interventi negativi nel centro storico - ha promesso Alemanno - così come terremo conto delle osservazioni di Italia Nostra sul parcheggio del Pincio. Ma al momento la priorità sono le aree abbandonate».
La prima nuova pagina di Roma è stata già scritta, certamente all'insegna della coerenza e della chiarezza.

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01/05/2008










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