CONTROTEMPO

Il batterista dei Rolling Stones tradisce Mick Jagger e sposa il jazz

Carlo Antini

Non solo rock ed eccessi. Anche se Charlie Watts è la testa meno calda dei Rolling Stones, da 54 anni siamo abituati a vederlo alle spalle di Mick Jagger e compagni. Ma Watts ha anche un'anima jazz e swing che non ha mai tenuto nascosta. Già dai primi anni ’60, quando i Rolling Stones non erano ancora un’entità ben definita, ha alternato le tournée rock a quintetti e sestetti. Questa volta lo fa con l'album "Charlie Watts meets The Danish Radio Big Band", registrato dal vivo a Copenhagen, nella sala concerti della radio danese. Charlie Watts in Danimarca: non è una novità, per quanto la cosa sia poco nota. Questa registrazione risale al 2010 ed è stata preparata con cura in compagnia del fidato amico contrabbassista Dave Green e dell’arrangiatore Gerard Presencer. Vede i due interagire senza desiderio di protagonismo con l’agguerrita big band. Una sorta di rimpatriata jazz che si apre con una suite dedicata ad Elvin Jones e approda a grandi classici del repertorio degli Stones come "Satisfaction", "You Can't Always Get What You Want" e  Paint it black" in versione jazz. E capita che i nuovi arrangiamenti siano anche più belli degli originali.

VOTO: 4.5/5 

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