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Roma, pugno duro con Nainggolan: con l'Atalanta sarà in tribuna

Roma, pugno duro con Nainggolan:  con l'Atalanta sarà in tribuna

Di Francesco irrompe in conferenza stampa con la notizia più attesa, una decisione clamorosa che arriva cinque giorni dopo l'esplosione del caso Nainggolan: "Con la linea guida dettata dalla società e pienamente condivisa da me e dal giocatore, Nainggolan non sarà convocato per l'Atalanta. Una cosa simile non mi era mai accaduta, Radja si sta prendendo le sue responsabilità. Non saranno più accettate queste cose, chi sbaglia paga. I social servono per essere in contatto con i propri beniamini e dare il buon esempio. Se io ti vengo a rubare delle immagini è un conto, farsele da solo è peggio". Il tema lo apre lui e dopo una breve puntualizzazione chiude l'argomento.

Fa tutto Eusebio, vero regista di questa conferenza, con tanto di copione sulla scrivania, due fogli con le statistiche rilevanti sul cammino della sua Roma in campionato: "Abbiamo il maggior possesso palla della Serie A, abbiamo lo stesso numero di tiri del Napoli. Dove siamo veramente carenti sono i gol segnati. E’ il dato più preoccupante, dobbiamo buttarla dentro. Non siamo stati per niente bravi a finalizzare. Il campo darà la risposta giusta". Ma l'avversario di turno, l'Atalanta, "è la peggiore possibile in questo momento. Ha fatto un’impresa col Napoli, ma perso col Cagliari. Ha ritrovato grandissimo entusiasmo con la vittoria in Coppa Italia. Dobbiamo essere competitivi, determinati, ci daranno filo da torcere. Dobbiamo avere anche noi grande entusiasmo, c’è la possibilità di essere a sei punti dalla vetta. E’ nostro dovere affrontare questa partita per vincerla. Abbiamo grandissimo sostegno della nostra gente e del nostro pubblico". Il problema più grande, emerso nel discorso di Monchi alla squadra, è la mentalità che tanto veniva osannata all'inizio: "Condivido la mentalità del direttore pienamente. È qualcosa che si acquisisce anche nei momenti negativi, come questo. Dobbiamo avere ancora più forza. Qualcosina emotivamente potremmo aver mollato, noi dobbiamo essere bravi a riavere l’attenzione che avevamo in precedenza. Il filo è sempre sottile tra partita vinta e persa. In questo momento dobbiamo essere incudine. Silenzio, lavoriamo e portiamo a casa i tre punti".

L'altro piccolo caso, lo scarso rendimento di Schick, fa esplodere Di Francesco nel finale: "Sicuramente non giocherà in coppia con Dzeko, giocherà o l’uno o l’altro (Edin è decisamente in pole, ndc). Abbiamo dato tutti quanti troppo peso a Schick, mi ci metto anche io dentro. Mi è stato chiesto di lui quotidianamente anche due mesi fa. Bisogna farlo crescere e maturare dal punto di vista psicologico, deve capire dove è arrivato. E’ un patrimonio del calcio, ha grandissimi mezzi e lo ridico dopo una prestazione negativa. Al di là del ruolo, credo che uno possa stoppare bene la palla in qualsiasi ruolo, ha sbagliato cose semplici. Deve essere umile nel lavorare e dimostrare di essere il giocatore che era nella Sampdoria. Sul giocatore ci puntiamo eccome". Ma deve dimostrare di avere la mentalità vincente che la Roma si aspetta di vedere negli occhi dei suoi giocatori.

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