Quel che ci si propone è «ottenere risposte soprattutto da parte della Regione Abruzzo, l'ente che maggiormente contribuisce all'attuazione del programma delle Stagioni Lirico-Sinfonico-Coreutiche depositato dal mese di ottobre al Ministero per i beni e le attività culturali» ma sospeso per la mancata erogazione dei fondi. Una «protesta bianca» (la definizione è degli stessi orchestrali) rivolta all'opinione pubblica e alla classe dirigente abruzzese. «E l'orchestra che si avvicina e tende la mano per essere aiutata ed ascoltata». Ieri però il candidato sindaco del centrodestra Umberto Di Primio, pur esprimendo «profondo rispetto per gli orchestrali», ha rivolto un nuovo attacco all'opposto schieramento cui vengono attribuite tutte le colpe (in realtà bipartisan, pur se con pesi diversi) per la crisi del teatro. E, soprattutto, ha pesantemente accusato il direttore artistico Gabriele Di Iorio di strumentalizzare la protesta «per spalleggiare l'uscente giunta» e di aver fatto «stampare manifesti propagandistici per il centro sinistra a spese del Teatro». L'accusa è quella di muoversi perché «preoccupato di perdere la sua poltrona». Il centrodestra, se vincerà , rimetterà in sella Sergio Rendine, che era a cena la settimana scorsa con altri esponenti della cultura ritenuti vicini al centrodestra insieme al senatore Fabrizio Di Stefano, che rivendica per sé il ruolo di "nume tutore" della cultura teatina. Lo spoil system non risparmia ormai alcun settore. Luciano Di Tizio
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22/02/2010