Il personale degli uffici giudiziari, dopo le assemblee tenutesi a L'Aquila, Pescara, Chieti, Sulmona, Avezzano, ha deciso a larga maggioranza la propria adesione allo sciopero indetto per il 5 febbraio, per l'intera giornata, proclamato dalle sigle sindacali Fp-Cgil, Uil-Pa, Flp, Rdb, a sostegno della «vertenza sulla mancata riqualificazione e contro il nuovo ordinamento professionale siglato dall'amministrazione con una minoranza delle organizzazioni sindacali». In una nota i sindacati spiegano che «la politica di tagli alle risorse umane ed economiche del Ministero della Giustizia, la mancata valorizzazione delle figure che da anni lavorano negli uffici giudiziari, la situazione di sfascio presente in molti degli uffici, spesso privi di mezzi indispensabili per un buon andamento del lavoro, sono tutti elementi che marciano nella direzione opposta a ciò che viene propagandato con la politica del "processo breve"». Con l'accordo sul contratto collettivo nazionale integrativo siglato dall'amministrazione e da due sigle sindacali non rappresentanti la maggioranza dei lavoratori, «si è inteso sancire definitivamente il progressivo smantellamento del sistema giudiziario, riportando un'organizzazione del lavoro obsoleta e in evidente contrasto con l'efficientismo e l'interfungibilità tanto cari (a parole) a questo Governo; ma, forse, la giustizia è meglio che non sia efficiente! Nessuna riforma della giustizia è possibile senza la valorizzazione del personale, nuove assunzioni, investimenti adeguati ed un serio progetto di riforma che assicuri la modernizzazione, l'efficacia e la funzionalità del sistema».
Vai alla homepage
05/02/2010