Molti familiari delle vittime della Casa dello studente e del Convitto ieri hanno partecipato al sit-in nei pressi della caserma di Coppito, insieme ai rappresentanti del comitato «3e32». Una protesta contro il processo breve che, a loro avviso, rischia di vanificare l'inchiesta sulle responsabilità dei crolli del 6 aprile. Angelo Lannutti, padre di Ivana, studentessa di Atessa morta all'Aquila la notte del terremoto, ieri era in strada con altri genitori e ha lanciato un appello a Berlusconi. «Il presidente viene spesso all'Aquila, incontra tutti, chiediamo che riceva anche una nostra delegazione - ha spiegato -. Al di là delle posizioni politiche, vogliamo avere garanzie che l'iter giudiziario arrivi a compimento. La mia non è una critica a priori al processo breve». Sergio Bianchi nel sisma ha perso il figlio Nicola. Ora vuole che si faccia chiarezza. «Avvalendoci della consulenza dello studio legale Gamberini, che si è occupato della strage di Ustica - ha raccontato -, abbiamo presentato una memoria che chiede ragione del mancato allarme». Il procuratore capo della Repubblica Alfredo Rossini ieri si è avvicinato al gruppo dei familiari e ha stretto molte mani. «Il processo breve stabilisce tre anni per la fase delle indagini preliminari - ha spiegato il magistrato -, quindi nell'inchiesta sul sisma arriveremo sicuramente al dibattimento. Per i successivi gradi di giudizio si vedrà ». A dar voce alle paure e alle richieste dei familiari delle giovani vittime al cospetto del ministro Alfano è stato l'avvocato Simona Giannangeli, legale delle famiglie degli studenti morti. Parlando durante la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario l'avvocato Giannangeli ha espresso l'inquietudine «per le conseguenze che il processo breve potrebbe determinate sui filoni d'indagine sui crolli». Rispondendo ai timori di chi nel terremoto ha perso parenti e amici, il ministro Alfano ha assicurato che «in pochi anni si chiuderanno tutti i processi. Siamo stati sempre accanto agli uffici giudiziari dell'Aquila - ha sottolineato il Guardasigilli - e continueremo a stare accanto al procuratore della Repubblica, al presidente del Tribunale e a tutti coloro che lavoreranno per accertare le responsabilità umane della tragedia che ha colpito L'Aquila».
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31/01/2010