. «La fortuna di Gabriele D´Annunzio nella cultura e storiografia polacca» sarà illustrata martedì alle 18 da Joanna Sondel-Cedermas, dottore di ricerca della prestigiosissima Università Jagellonica di Cracovia presso la Biblioteca del Centro di Studi dell´Accademia Polacca delle Scienze di Roma. La Sondel-Cedermas è una specialista che ha dedicato al pescarese la monografia «Gabriele d´Annunzio. Alle origini ideologiche del fascismo italiano» pubblicata nel 2008 a cura della casa editrice Universitas di Cracovia. Nel Paese dell'aquila bianca il poeta pescarese ha goduto di una grande popolarità tra la fine del secolo e gli albori del '900, con una nuova rifioritura culturale tra le due guerre e un successivo periodo di stasi interrotto negli Anni '60. Al crepuscolo dell'800 la sua figura e la sua opera suscitarono perplessità e controversie fra i critici della vecchia generazione legati alla cultura positivista. Nel 1898 d'Annunzio diventò, suo malgrado, il protagonista della famosa (in Polonia) disputa dei "giovani contro i vecchi" che, sulle pagine della rivista "Czas" di Cracovia, contribuì alla definizione del programma poetico della Giovane Polonia, di cui il Vate sarà considerato uno dei padri spirituali. I suoi romanzi e la maggior parte delle sue opere teatrali erano stati tradotti da alcuni fra i più importanti poeti polacchi contemporanei (Leopold Staff, Maria Konopnicka, Jan Kasprowicz), i suoi drammi venivano rappresentati a Cracovia subito dopo le prime italiane. Anche la stampa dedicava molta attenzione all'uomo e all'artista; il suo eccentrico stile di vita (definito "dannunzianesimo") e la sua attività letteraria suscitavano interesse e ammirazione. Il Divin Gabriele, poi, aveva espresso più volte una forte simpatia per la sorte della Polonia spartita tra Austria, Prussia e Russia, tanto che nel 1914 era diventato presidente onorario del comitato "Pro Polonia" di Roma. Nel periodo fra le due guerre, nonostante la pubblicazione di numerose opere critico-letterarie dedicate all'opera di d'Annunzio considerate di grande valore, poca attenzione andò invece alla sua attività e alle idee politiche. Tra i numerosi scritti sul fascismo e sulla situazione politica italiana solo alcuni autori menzionarono la figura del Comandante di Fiume, tralasciando completamente la storia dell'Impresa del 1919-1920 e la Carta del Carnaro, la costituzione in anticipo sui tempi elaborata assieme ad Alceste De Ambris. Così i primi studi che rappresentano in modo corretto e approfondito l'attività politica di Gabriele d'Annunzio in Polonia risalgono solo agli Anni '70. In quell´epoca vennero intraprese analisi e ricerche storiche sul fascismo italiano, che permisero una nuova interpretazione del pensiero politico del Vate. «Nella storiografia polacca contemporanea - così la studiosa Sondel-Cedarmas — d'Annunzio viene rappresentato non solo come un importante poeta e scrittore, uno dei principali esponenti del decadentismo europeo e il riformatore del dramma italiano, ma anche come un nazionalista, un illustre legislatore in quanto autore della Carta del Carnaro (riconosciuta come uno dei più originali progetti di atti normativi dell'epoca), il principale precursore del fascismo nonché come il più grande antagonista di Benito Mussolini».
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31/01/2010