Federico Ioannoni «Il video con il "fuorionda di Fini l'ho realizzato io ed è griffato Pactovideo: il sito internet Repubblica.it lo ha diffuso senza la mia autorizzazione». È amareggiato Vincenzo Cicconi, noto cameraman teramano titolare dello Studio Pacotvideo: la sua vita è cambiata da quel 6 novembre scorso quando, mentre stava riprendendo la giornata conclusiva del Premio Borsellino a Pescara, realizzò casualmente il "fuorionda della discordia. «Tutti i giornali hanno discusso per settimane del contenuto del video senza minimante citare l'autore nonché legittimo proprietario». Proprio questo aspetto non è andato giù a Vincenzo Cicconi che, dopo averci riflettuto a lungo, ha deciso, assistito dall'avvocato Gianni Falconi di Teramo, di presentare denuncia contro il gruppo editoriale "Espresso-La Repubblica S.p.a. per la violazione della Legge sul diritto d'autore. Dopo essersi accorto della rilevanza del filmato il cameraman ha acconsentito a farlo visionare, senza autorizzare la diffusione né la cessione a nessun titolo, ad una giornalista collaboratrice del Premio Borsellino: il 1 dicembre 2009 il video veniva invece diffuso come esclusiva sul sito del giornale romano. Solo a dicembre 2009, sommando le due versioni pubblicate, il "fuorionda di Fini è stato cliccato 608.629 volte piazzandosi al 2° e 7° posto tra i filmati più visti del mese e al 1° e 5° posto tra i più cliccati. «Dopo aver cercato risposte sono stato contattato il 9 dicembre da un responsabile del sito internet il quale mi ha confermato che aveva ritenuto opportuno pubblicare il mio video perché lo aveva considerato "di interesse nazionale, pur in mancanza della mia autorizzazione». Nella stessa serata Cicconi riceve una e-mail con una proposta economica di 400 euro, proposta non richiesta e non accettata. Ora la parola passa alle carte bollate, con la richiesta di risarcimento danni che potrebbe essere superiore ai 200.000 euro vista l'ampia diffusione ed il volume d'affari generato dal video.
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30/01/2010