Giuseppe Fuggetta SULMONA L'ironia per stigmatizzare il ritardo di dieci mesi ha ispirato ieri pomeriggio ad una piccola folla di cittadini l'idea di deporre una corona d'alloro all'ingresso del cantiere della circonvallazione orientale, da gennaio segnata dalla frana che ha interrotto la viabilità nella zona, privando la città di una delle due arterie che costeggiano il centro storico. «Ormai siamo al surreale - ha spiegato Luciano Angelone, ex vice sindaco nella Giunta Centofanti - la politica in questa città non esiste più tanto che i cittadini hanno ottenuto il diritto alla sospensione dell'Irpef a causa del sisma, con un loro ricorso al Tar, gli stessi cittadini hanno avviato una petizione per chiedere la permanenza del Liceo classico in centro, per finire con la storia di questa frana, in realtà una buca, per la quale si attende la riparazione da quasi un anno, con i cittadini che scontano gravissimi disagi, mentre, tra l'altro, davanti a questa sequenza di fatti, sembra inesistente la stessa opposizione». A deporre la corona con Angelone un altro conosciuto ex della politica sulmonese, Giuseppe Evangelista, assessore comunale alla Cultura negli anni Settanta. «Non siamo qui solo a rimarcare l'inerzia e l'inesistenza della politica locale - ha ripreso Angelone - forse non tutti sanno che siamo davanti alla violazione di un diritto dei cittadini, quello alla mobilità, diritto sancito dalla Carta costituzionale. Ebbene da dieci mesi i cittadini sono costretti a sopportare il disagio di non poter utilizzare questa strada e nessuno mai risarcirà loro questo danno». La piccola folla radunata lungo la circonvallazione, scendendo da via della Rocca, s'ingrossa con il passare dei minuti. Automobilisti incuriositi guardano all'inedito rito. Poi i promotori della manifestazione levano un grido. «Rialzati circonvallazione». La folla si scioglie tra sorrisi a denti stretti. L'ex vice sindaco sussurra una data: «L'undici gennaio, se non inizieranno i lavori saremo ancora qui».
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21/11/2009