Scoppia il giallo e sale la protesta tra gli inquilini delle case popolari dell'Ater. A rappresentare la situazione di estremo disagio è il coordinatore del movimento "Mia Casa", Pio Rapagnà, che descrive un quadro tutt'altro che rassicurante. dopo il sopralluogo effettuato ieri mattina all'Aquila e nelle zone limitrofe dove si trovano insediamenti Ater. «Con nostra sorpresa, abbiamo potuto constatare la viva preoccupazione di molte persone "costrette" - dice Rapagnà - a rientrare in case popolari ritenute agibili, ma non si sa rispetto a quale normativa antisismica di riferimento. Gli abitanti chiedono chiarezza. Vogliono sapere chi ha dichiarato le agibilità; se essa risulta proclamata dopo iniziali giudizi diversi sulla stabilità degli edifici e soprattutto, in base a quali sondaggi ed analisi tecniche ciò sia potuto avvenire». L'associazione ribadisce anche la richiesta di conoscere i documenti dal punto di vista tecnico-amministrativo sulla situazione delle case popolari. «Richiesta - sottolinea Rapagnà - finora inevasa dalle Autorità competenti. C'è una evidente questione di "fiducia" da parte degli assegnatari degli alloggi pubblici che può essere ripristinata solo attraverso la chiarezza sulle agibilità. Insomma, non si può dire a persone giustamente in ansia, che hanno subito gli effetti devastanti, anche sotto l'aspetto psicologico, di 12 mila scosse telluriche, che debbono fidarsi e basta perché così ha detto non si sa chi. Queste persone hanno diritto alla chiarezza matematica di ciò che gli viene detto, sulla scorta di documenti e non di parole. Le stessi leggi della Repubblica e della Regione Abruzzo garantiscono il diritto alla trasparenza. Perciò chi di dovere si adegui - conclude Rapagnà - e fornisca gli estremi dei procedimenti amministrativi relativi alle agibilità, anche ai fini di una eventuale tutela giurisdizionale e di altri eventuali profili costituzionalmente garantiti». A.Bag.
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15/11/2009