Se la Saca (Servizi acquedottistici centro abruzzo) non provvederà al pagamento di una bolletta Enel di oltre un milione di euro i cannoni rimarranno a secco. Una bolletta che qualcuno definirebbe "esagerata" ma se si pensa che l'acqua viene pompata non solo per il sevrizio domestico ma anche per innevare gli impianti è facile immaginare quanta energia elettrica occorra per alimentare i macchinari. Al momento è soltanto un rischio anche se un punto interrogativo rimane. L'Enel, almeno dalle spiegazioni dei soliti rumors, non dovrebbe interrompere immediatamente il servizio, dati i contratti "particolari" che stipula con questi tipi di società. Poi, almeno da voci di corridoio, che parlano in Marsica di un ente gestore che sembra abbia una bollettazione Enel che oltrepassi i cinque milioni di euro sono in tanti a pensare che la società gestore di corrente elettrica non staccherà la presa. Certo è, che un imminente presa di posizione da parte dell'Enel, potrebbe di fatto, paralizzare l'economia montana del Centro Abruzzo, aggravando la situazione che la regione in toto, soprattutto quella interna, è costretta a vivere da dopo il terremoto del sei aprile scorso. Sull'attuale condizione dell'intera gestione Saca gli apparati politici cittadini si dividono i due parti. C'è chi invita a svolgere bene il proprio lavoro e chi dice che in questo particolare momento si tratta di «terrorismo politico». Una situazione, quella della Saca, che appare sempre più complicata soprattutto in questo momento vista la mancanza della figura del presidente, dopo le dimissioni per problemi di salute, di Gabino Colaluca. Intanto, sembra che già da lunedì, due giorni prima della scadenza, sarà convocata l'assemblea per eleggere il presidente.
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15/11/2009