I nomadi, che volevano incontrare il sindaco, hanno chiesto l'intervento economico del Comune a risarcimento dei danni subiti dopo la sommossa, animata da oltre 200 cittadini, all'indomani della morte dell'imprenditore vittima di pestaggio da parte di tre giovani zingari. Sostenendo di non essere coinvolti nell'accaduto, alcuni manifestanti hanno rivolto un appello alle forze dell'ordine che, a loro parere, hanno il dovere di proteggere la comunità rom da eventuali aggressioni. Intanto un appello «alla pacificazione» è stato lanciato dal comandante provinciale dei Carabinieri di Teramo, tenente colonnello Antonio Salemme, in una conferenza stampa. «I due omicidi fotocopia commessi da giovanissimi rom, se da un lato devono costringere la comunità nomade a una forte riflessione - ha detto il comandante -, dall'altro deve indurre chi ieri sera ha reagito sotto un impulso comprensibile, ma non giustificabile, a chiedersi quale messaggio può passare verso i minori che vivono in quelle abitazioni attaccate nella protesta». Insomma, la violenza non può essere la risposta alla violenza.
Vai alla homepage
13/11/2009