È la sorte capitata a 52 volumi risalenti al XVII-XVIII secolo, che narrano di profeti, vite di santi, esercizi spirituali. Pezzi pregiati finiti tra le macerie col terremoto del 6 aprile e recuperati dopo un paio di giorni dai volontari di Legambiente, quando già versavano in un gravissimo stato di conservazione, completamente intrisi dall'umidità delle rigide notti ai piedi del Gran Sasso. Come prevede la procedura, i libri sono stati schedati, sigillati in buste di plastica e congelati, per rimuovere l'acqua contenuta all'interno senza danneggiare la carta. Ma siccome la distruzione nel capoluogo abruzzese era pressochè totale, i pregiati volumi sono finiti in un freezer comune, un pozzetto per gelati nella cucina della caserma della Finanza a Coppito. Lì sono rimasti un mese e mezzo. Poi, passata l'emergenza, sono stati portati a Roma. Ma dal momento che nessuna struttura afferente al ministero dei Beni culturali dispone di celle frigorifere, i volumi sono stati portati sulla Tiburtina nel deposito romano della Bofrost, azienda attiva nella consegna a domicilio dei prodotti surgelati, in attesa, si spera, di una sistemazione diversa.
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29/10/2009