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04/04/2013 06:05

Multa al questore di Pescara: due versioni per una verità

Il colonnello aveva chiesto tempo al sindaco Mascia per ricostruire l’accaduto. L'Associazione Codici preannuncia un esposto alla Procura e chiede le dimissioni del comandante della Municipale

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No, non siamo affatto su «Scherzi a parte», dove alla fine tutto si spiega. Il questore Paolo Passamonti (martedì ufficialmente in ferie, secondo comunicazioni della Questura, ma poi raggiunto) pone domande sulla sua contravvenzione non pagata: lui chiede, invece di fornire risposte. Il comandante della Municipale Carlo Maggitti si era preso due giorni di tempo per fare rapporto su una vicenda di cui, ha detto al sindaco, non sapeva nulla, quando poi lo stesso questore ha riferito di averlo chiamato al telefono e di averlo interessato alla rimozione. Memoria labile, a non ricordare che la Municipale ha portato via l’auto privata di Passamonti che gli ha telefonato e l’ha pure mandato a prendere con vettura di servizio? O che altro?

Quanti buchi, nella ricostruzione di quell’8 dicembre 2011, e soprattutto che buchi in quelle caselle bianche sul registro delle rimozioni che affermano un fattore incontrovertibile: la vettura del questore è stata portata via dal carrattrezzi, poi è stata restituita senza tirare fuori un euro. È questo il punto, e solo questo. Non è affatto, come sostiene Passamonti, se fosse o meno in servizio l’8 dicembre. Certo, la città dovrebbe rallegrarsi che il questore in persona ispeziona il centro in un giorno di festa, in funzione antitaccheggio e antiscippo, e lo fa addirittura con la sua Mercedes e non a spese del contribuente. Forse si rallegra un po’ meno quando il questore, che è il capo della polizia, dà l’esempio di parcheggiare in prossimità della fermata dell’autobus di via Galilei, invece di pagare la tariffa oraria di sosta nelle ampie praterie delle aree di risulta. Forse il delicatissimo servizio di controllo era di molto preminente all’intralcio alla circolazione e al divieto. Finirà che la colpa è del povero vigile verbalizzante, l’agente Di Sabatino, che ha invece fatto appieno il suo dovere, Codice della strada alla mano (e non sarebbe proprio il caso che passasse i guai del vigile Celletti impersonato da Alberto Sordi). Ecco, Passamonti dovrebbe magari spiegare in quale delicata operazione era impegnato da dover lasciare in fretta e furia la Mercedes dove l’ha lasciata. S’è stupito che gliel’abbiano prelevata col carratrezzi, ma non se’è stupito che gliel’abbiano restituita gratis dopo che lui stesso ha consegnato le chiavi affinché gliela riportassero dal deposito al comando della Municipale, dopo aver contattato Maggitti. Da uomo di Legge non si è stupito neppure che la contravvenzione non gli sia mai stata recapitata, altrimenti, che diamine, l’avrebbe subito impugnata davanti al prefetto: era al servizio del cittadino.

Adesso tocca a Maggitti, che ha detto di non sapere nulla della vicenda, produrre o spiegare che fine ha fatto la contravvenzione, o perché la Mercedes sia stata restituita senza pagare il carrattrezzi della ditta Di Blasio, chiamato dai vigili e rientrato in deposito: la berlina è stata scaricata a terra e caricata amministrativamente sul registro. La contravvenzione era un verbale di contestazione, non un preavviso, e porta il numero 111548. Il rilascio gratuito non è previsto da nessuna norma e non risulta a memoria d’uomo che un qualsiasi automobilista si sia potuto riprendere l’auto sulla parola che, tanto, il ricorso al prefetto sarebbe stato sicuramente accolto. Il colonnello Maggitti dovrebbe produrre al sindaco la stampa della cosiddetta Procedura informatica di concilio. E se non c’è o non risulta, il che sarebbe per lo meno strano, spiegare perché. Ma soprattutto deve spiegare quelle due caselle bianche sul registro. La multa non è stata pagata e non c’è annotazione del ricorso al prefetto, che quindi non sarebbe stato neppure fatto, forse perché la storia si riteneva conclusa qui . Dov’è il verbale di riconsegna, che non può essere rilasciato senza oblazione? Non risulta che il questore abbia pagato al ritiro, né qualcun altro per lui. Se fosse stato fatto, ma non lo è stato, come potrebbe essere "sparita" la ricevuta prima dell’annotazione? E l’importo? È pacifico che la rimozione era stata già verbalizzata con presa in carico (n° 3722) quando il questore è andato al Comando. Passamonti poteva evitare di vestire i panni stretti della vittima: se avesse pagato avrebbe fatto il suo dovere di cittadino e avrebbe poi utilizzato tutti gli strumenti che la Legge consente a lui e tutti gli altri cittadini che non possono chiamare il comandante della Municipale. Sarà poi la Procura a spiegare se ci sono eventuali risvolti penali. Il registro delle rimozioni, a 20 giorni dall’esposto-denuncia, ieri non era stato ancora acquisito dai carabinieri. Quanto a tutto il resto, che tristezza.

Marco Patricelli






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