Questo è il senso di un documento unitario firmato ieri da Confindustria, Confapi, Cna, Cgil, Cisl, Uil e Ugl che ne hanno pure per le banche, accusate concedere i prestiti col contagocce, battaglia sulla quale sempre più spesso gli imprenditori e i sindacalisti si ritrovano fianco a fianco. Val Pescara e area Vestina sono le criticità da affrontare sùbito, con quattro azioni da sottoporre all'attenzione della Regione, chiamata a battere un colpo sul rilancio della Val Pescara e sul lancio effettivo del Polo dell'alta moda nell'area Vestina. «La prima - ha spiegato Enrico Marramiero, presidente di Confindustria Pescara - mira all'individuazione di un piano prioritario di interventi infrastrutturali non più riviabili: completamento logistico dell'interporto di Manoppello, miglioramento dell'aeroporto, approvazione definitiva del Piano regolatore portuale del Comune di Pescara, prolungamento dell'asse attrezzato fino al porto, adeguamento e sviluppo del collegamento ferroviario nelle direttrici Roma-Pescara e Pescara-Bologna. La seconda prevede la ricognizione da parte della Regione di tutti i progetti presentati dalle aziende del Pescarese nell'ambito dell'intervento "Fabbrica Abruzzo" e, tra questi, gli interventi da avviare in Val Pescara e nella zona Vestina. La terza è l'individuazione dei fattori di sviluppo strategico per il rilancio competitivo delle imprese e del lavoro, che saranno oggetto di interventi finanziari e agevolativi con appositi bandi pubblici. La quarta azione, infine, punta ad interventi in favore di giovani, donne, over 50 e lavoratori precari». Quanto al credito, Marramiero ha sottolineato che «la situazione è gravissima: non riusciamo ancora a spendere i fondi europei previsti, per cui quello che chiediamo sono tempi certi e rapidi per la pubblicazione dei bandi e per l'erogazione dei finanziamenti da parte delle banche». In proposito, il segretario provinciale della Cgil, Paolo Castellucci, ha ricordato che «quasi 50mila persone, il 55% donne, sono iscritte negli uffici di collocamento del Pescarese, ben 11 mila hanno più di 50 anni e addirittura 1.250 sono over 60, inoltre il livello della disoccupazione giovanile ha toccato nell'ultimo anno il 28 per cento e il trend negativo è destinato a proseguire nel 2012». A.F.
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22/02/2012