È chiaro che sarà la pubblica accusa a decidere il reato da contestare». Queste le parole dell'avvocato Enrico Maria Gallinaro,difensore della studentessa universitaria stuprata la notte tra l'11 ed il 12 febbraio nei pressi della discoteca Guernica di Pizzoli. Di parere contrario, Alberico Villani l'avvocato difensore del caporale della provincia di Avellino che dice: «I fatti sono avvenuti fuori dalla discoteca, i due giovani si sono conosciuti dentro, qualche atto amoroso è cominciato all'interno ed è proseguito e culminato fuori. È stato un rapporto sessuale consenziente, non c'è stata nessuna violenza. Le ferite non sono state provocate da un atto sessuale non voluto, la ragazza non è stata costretta. Nell'ambito dell'atto sessuale è capitato accidentalmente che ci siano state ferite, potrebbe essere una pratica sessuale andata al di là delle intenzioni, e quindi un fatto accidentale. Saranno i medici a stabilirlo, comunque il problema nel processo - conclude Villani - è stabilire, se c'è stata una volontarietà di lesioni finalizzata ad un atto sessuale». Sulla vicenda è intervenuto, Alfredo Rossini, capo della Procura Distrettuale Antimafia che ha dichiarato: «Ci troviamo in una fase abbastanza avanzata, abbiamo acquisito elementi utili per fare chiarezza su un episodio i cui contorni giuridici sono gravi». Sulla vicenda si è pronunciato per la prima volta anche Massimo Di Giannantonio, lo psichiatra nominato dal legale della giovane universitaria che dice: «Sarà difficile che la ragazza possa ricordare quanto accaduto quella sera, dopo un trauma così grande si può anche dimenticare tutto per sempre. Non è facile - spiega il medico - è un tentativo che non so se porterà a qualcosa di positivo. Spesso la vittima, può anche non recuperare mai più la memoria». Intanto il comitato 3e32, in una nota, ha chiesto al 33° Reggimento artiglieria terrestre, la sospensione, in via precauzionale dal servizio, dei tre militari indagati.
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22/02/2012