E l'amarezza è maggiore se si guarda all'andamento della gara, sempre sotto l'attento controllo di Vitone e compagni. Il Teramo ha giocato meglio della Samb, ha fatto la partita, ha tenuto più a lungo l'iniziativa, anche sul piano delle occasioni si è fatto preferire. La Samb non è andata oltre un'attenta gara di contenimento, non la si è vista in avanti con insistenza e decisione nemmeno dopo essere andata in svantaggio, è stata premiata più per la solidità tattica che per l'espressione di gioco. Il Teramo ha il merito di aver rincorso la vittoria, di aver cercato la manovra aggirante con il collaudato 4-3-3 nel quale mancavano gli infortunati Borrelli e Arcamone e lo squalificato Valentini. La Samb si è presentata con il 4-2-3-1. La prima emozione al 13' con il gol annullato a Bucchi per una inesistente carica al portiere. Il bomber ci prova al 34' di testa ma la palla sorvola la traversa, al 37' bel tiro di Petrella. Nella ripresa Teramo è più deciso, al 2' una deviazione aerea di Speranza manda la palla ad accarezzare la parte superiore della traversa. Il Teramo passa meritatamente al 5' con Bucchi rapido a deviare da pochi passi la palla dopo un colpo di testa di Speranza. Non c'è la reazione della Samb, il Teramo controlla. Al 20' bel tiro a volo di Carteri, palla che schizza sulla traversa. Al 29' l'arbitro vede un fallo di Chovet su Puglia, i due correvano verso il fondo del campo, rigore molto dubbio, realizza di precisione Di Vicino. Il Teramo non ci sta ma non ha più la lucidità e forse anche le energie per tornare al gol che sfiora negli ultimi istanti con una gran tiro di Vitone. Al 40' l'arbitro, il peggiore in campo, non espelle Marini per fallo su Masini lanciato verso la porta marchigiana.
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20/02/2012