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16/02/2012 05:30

PizzoliIl questore ha chiuso la discoteca per motivi di sicurezza e ordine pubblico

Giovane universitaria stuprata Sospetti su tre soldati e una ragazza

Esami dei Ris sul sangue trovato sull'auto di un militare

I sospetti sui tre militari che hanno conosciuto le due ragazze di Tivoli nel corso della festa di sabato scorso alla discoteca Guernica di Pizzoli si infittiscono. La violenza sessuale nei confronti di una studentessa di 23 anni, che frequenta la facoltà di Ingegneria, potrebbe avere dei responsabili con nome e cognome. Sono quattro i sospettati del presunto stupro della giovane laziale, ancora ricoverata in stato di choc e con gravi ferite all'ospedale San Salvatore. I carabinieri sentiranno ancora, nel giro di poche ore, tre giovani militari, due campani e un aquilano, e una ragazza fidanzata del soldato aquilano. La loro posizione è ora all'esame della Procura della Repubblica. Sono i quattro che potrebbero sapere più di quello che hanno voluto raccontare poco dopo il ritrovamento della ragazza seminuda in stato di incoscienza, sulla neve, poco distante dalla discoteca. Discoteca che è stata chiusa, dopo l'intervento del questore per dieci giorni, sulla base di un articolo del Testo unico sulle leggi di pubblica sicurezza. Il cerchio delle indagini si sta stringendo. Decisivi, in tal senso, saranno i risultati degli esami condotti dai carabinieri del Ris di Roma che stanno analizzando anche un capello della studentessa ritrovato nell'auto utilizzata per andare in discoteca e dove potrebbe essersi consumato il rapporto sessuale mentre sono ancora in corso le ricerche dell'attrezzo che potrebbe aver provocato le lesioni. Il gip del tribunale dell'Aquila ha convalidato il sequestro dell'auto che è stata utilizzata. Sulla macchina i carabinieri hanno rinvenuto tracce, anche queste al vaglio dei Ris. Il magistrato ha anche convalidato il sequestro degli abiti appartenenti a uno dei due militari di Avellino che fu fermato dal titolare della discoteca sporco di sangue. Intanto il preside di Ingegneria, Pier Ugo Foscolo, a nome della facoltà ha espresso «ferma e unanime condanna per l'atto di violenza avvenuto a Pizzoli ai danni di una studentessa conosciuta come corretta, diligente e studiosa. Un episodio esecrabile, che ha turbato profondamente la comunità universitaria. La Facoltà esprime piena solidarietà alla persona e alla famiglia, ed è pronta ad offrire tutto il sostegno umano e materiale da loro considerato utile ed opportuno».

Redazione online






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