Anche se in cassa i fondi scarseggiano, potranno utilizzare al meglio uomini e mezzi grazie al sostegno finanziario del Governo, che allenta i cordoni della borsa e si impegna a garantire a Regioni, Comuni e Province le risorse per coprire le spese di primo intervento. «Nell'incontro che abbiamo avuto a Roma con il Governo ci è stato assicurato che le spese per l'emergenza maltempo sostenute e ancora da sostenere saranno pagate dallo Stato - ha spiegato il governatore dell'Abruzzo, Gianni Chiodi, che ieri con i colleghi di tutta Italia ha partecipato all'incontro a Palazzo Chigi -. Sindaci e presidenti di Regione, con questa garanzia, ora possono organizzarsi al meglio, senza l'assillo degli aspetti finanziari». Il Governo ha invece risposto picche alla richiesta di un risarcimento dei danni. «Noi insisteremo di nuovo - ha assicurato Chiodi - affinché venga riconosciuto anche il ristoro dei danni alle imprese». In proposito il Partito Democratico ha proposto la creazione di una «lobby Abruzzo», un tavolo di stampo bipartisan che riunisca i parlamentari abruzzesi e i principali esponenti della Regione, delle Province e dei Comuni, con l'obiettivo di indurre il presidente del Consiglio, Mario Monti, a riconoscere uno stato di eccezionalità all'Abruzzo, già piegato da un terremoto, da due alluvioni e dalla crisi economica. «Le nevicate di questi giorni hanno prodotto milioni di euro di danni alle imprese, al comparto agricolo e alle infrastrutture - ha sottolineato il capogruppo del Pd, Camillo D'Alessandro - ma tanto la Regione quanto gli enti locali non hanno un euro per fare fronte alle necessità ». D'Alessandro teme che possa ripetersi quanto avvenne subito dopo l'alluvione nel Teramano: «Allora l'Abruzzo chiese risorse e il Governo rispose con la "tassa sulle disgrazie", inserita nel decreto Mille proroghe, che obbliga le Regioni colpite dalle calamità naturali ad alzare le accise. L'alluvione nel Teramano è costata 12 milioni di euro nella fase di emergenza e 150 milioni di euro nel conteggio dei danni complessivi - ha ricordato D'Alessandro -. Dunque la vera questione da affrontare adesso con il Governo riguarda il dopo-emergenza. L'economia abruzzese potrebbe subire un colpo mortale da quest'ondata di maltempo, che rischia di lasciare ponti, strade e acquedotti privi delle necessarie riparazioni». Le nevicate e il gelo stanno bloccando da una settimana l'attività di migliaia di piccole e medie imprese della regione e tante altre, pur essendo aperte, hanno azzerato gli incassi. I vertici di Confindustria, Cna, Confartigianato e Confesercenti hanno chiesto pertanto alla Regione di intervenire a tutti i livelli istituzionali affinché non siano applicate le sanzioni per i ritardi nei versamenti e negli adempimenti amministrativi e sia determinata una proroga delle tasse che le aziende non sono oggi in grado di pagare. «Molti uffici pubblici e privati sono chiusi, compresi i centri di assistenza alle imprese - hanno sottolineato il presidente di Confesercenti Beniamino Orfanelli e il direttore dell'associazione Enzo Giammarino -. La quasi totalità degli imprenditori abruzzesi è impossibilitata a rispettare scadenze di natura amministrativa e fiscale. Vale la pena ricordare l'enorme difficoltà di muoversi in auto in ampie zone dell'Abruzzo e l'invito costante a non utilizzare l'automobile, se non in casi eccezionali. Per questa ragione, attraverso la nostra direzione nazionale, abbiamo chiesto ai direttori dell'Agenzia delle entrate, Attilio Befera, e del Dipartimento delle finanze, Fabrizia Lapecorella, un atto ufficiale che eviti anche in Abruzzo l'applicazione delle sanzioni. Stessa cosa fu fatta d'altronde in occasione delle alluvioni dello scorso novembre in alcune province di Toscana e Liguria». Indispensabile viene considerato il pressing della Regione, anche alla luce della dichiarazione dello stato di emergenza e della richiesta del riconoscimento dello stato di calamità avanzata da diverse amministrazioni locali. Con le abbondanti nevicate è partita, dagli istituti di credito, una valanga di proposte di mutui e prestiti per il ripristino delle strutture danneggiate. Banca dell'Adriatico ha messo a disposizione una serie di finanziamenti, Banca Tercas e Banca Caripe hanno istituito un apposito plafond maltempo a favore di famiglie, piccole e medie imprese, artigiani, commercianti e aziende agricole mentre proprio ieri all'Aquila è stato firmato un protocollo d'intesa tra Carispaq, Fondazione Carispaq, Confidi Ascomfidi imprese di Avezzano, Confidi Finascom dell'Aquila, Cooperfidi Abruzzo, Fidimpresa Abruzzo di Pescara e Italconfidi Teramo.
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10/02/2012