Per sostenere fino in fondo la sceneggiata e terrorizzare il cliente, un facoltoso avvocato di Pescara, si era anche fatta refertare da un ospedale del Teramano ma il professionista non c'è cascato, neanche quando gli hanno fatto recapitare un biglietto minatorio, e ha denunciato tutto alla polizia. Dopo quasi tre mesi di indagine gli uomini della squadra mobile guidata dal vice questore Pierfrancesco Muriana hanno ricostruito la storia fatta di estorsioni, ricatti, sfruttamento della prostituzione, con dovizia di particolari. Un copione che comprende anche video «calienti», tre per la precisione, che ritraggono le vittime in atteggiamenti che non lasciano niente all'immaginazione. In manette sono finiti Rosaria Parigino, 39 anni, originaria della provincia di Foggia, il convivente Sukhbir Singh, 29 anni, indiano senza permesso di soggiorno e già raggiunto da un ordine di espulsione, e Antonio Nesta, 26 anni, nato a Torremaggiore e residente a San Benedetto del Tronto. I primi due sono accusati di concorso in rapina, estorsione, violazione di domicilio, truffa aggravata, sfruttamento della prostituzione. Nesta (che si trova ai domiciliari), dovrà rispondere , sempre in concorso con gli altri due indagati, di rapina e di tentata estorsione per un episodio, tra il boccaccesco e l'inverosimile, accaduto a Francavilla. Indagando sulla denuncia presentata dall'avvocato gli agenti di polizia hanno scoperto altri episodi simili. Come quello, ad esempio, di un blitz avvenuto in casa della Parigino, che in quel momento intratteneva un cliente, a opera di Singh che, qualificatosi come agente di polizia, aveva costretto l'uomo a consegnargli 70 euro a titolo di «multa». Ancora più picaresco l'episodio successivo che vede ancora Singh, e stavolta anche Nesta, nei panni di «poliziotti» che fanno irruzione in una casa d'appuntamenti di Francavilla, terrorizzando clienti e prostitute e chiedendo i documenti a tutti. A dicembre, infine, Singh e la Parigino (ai domiciliari perché in cinta), volevano costringere un imprenditore di 64 anni di Pescara a pagare 40mila euro. Gli avevano fatto credere che la prostituta cubana con cui era appena stato fosse minorenne. L'incontro si era svolto in casa della Parigino. Manco a dirlo, all'improvviso si era materializzato il «poliziotto» sbucato da un armadio. L'uomo, oltre a firmare seduta stante un assegno di duemila euro per comprare il silenzio dei due, aveva sottoscritto anche una sorta di «scrittura privata» nella quale si impegnava a versare il resto a rate.
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10/02/2012