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10/02/2012, 05:30

Notizie - Abruzzo

Inchiesta La Dia dell'Aquila ha ipotizzato il traffico illegale di rifiuti

La Deco: «Non c'entriamo» Pastore attacca la Procura
Incombe l'emergenza con la saturazione di Colle Cese

L'inchiesta della Dia dell'Aquila sul presunto traffico illecito di rifiuti arriva quando all'orizzonte si profila l'emergenza a causa della chiusura di Colle Cese a fine mese.

Intanto la Deco, azienda coinvolta nelle indagini, precisa che «avendo avviato da circa 2 anni l'impianto di trattamento di contrada Casoni di Chieti, sarebbe contro i nostri interessi smaltire direttamente in discarica i rifiuti "tal quali". Del resto, le volumetrie occupate nelle discariche di riferimento sono periodicamente verificate e certificate dagli organi di controllo. Ne consegue che lo smaltimento irregolare sarebbe facilmente rintracciabile ed evidenziato dal rapido e ampiamente anticipato esaurimento delle stesse discariche. In secondo luogo, i rigidi sistemi di controllo interni ed esterni e le rigorose procedure di gestione dei rifiuti nel percorso di tracciabilità non consentono, anzi escludono, qualsiasi possibilità per l'azienda di avviare procedure illecite di smaltimento». Inoltre, la Deco rassicura i dipendenti: «Possono stare tranquilli e per questo confidiamo in una rapida definizione dell'inchiesta che possa condurre alla verità e alla conseguente archiviazione del caso». La difesa di Guglielmo Lancasteri, amministratore di Attiva, dà lo spunto ad Andrea Pastore per attaccare nuovamente la Procura aquilana: «I pescaresi ancora provano sulla loro pelle quanto l'iperattivismo della Procura dell'Aquila, esaltato dalle complicate e dolorose vicende collegate al terremoto di tre anni fa, abbia impedito la risoluzione del problema del porto. Come poi non collegare tale vicenda a quella del ripascimento del litorale sud, con la presenza degli stessi attori principali tranne che per la sede della Procura, allora di Pescara ed oggi dell'Aquila? Nasce, quindi, il giustificato timore - rincara la dose il senatore - che, anche in questo caso, si stia procedendo, consapevolmente o inconsapevolmente, ad una oggettiva pressione psicologica, della quale gli autori sanno, comunque, di non dover mai rispondere. O forse qualcuno pensa che le chiavi della città di Pescara debbano essere consegnate alle procure abruzzesi?». Quanto all'emergenza rifiuti, il "no" di Umberto Di Primio all'utilizzo della discarica di Casoni mette a dura prova l'amicizia fra i sindaci Pdl di Chieti e Pescara. Un varco polemico nel quale si inquadra un'interrogazione del Pd. A.F.

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10/02/2012










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