Un bersaglio mobile su cui pendeva una condanna a morte scritta da anni, senza che alcun programma di protezione venisse disposto nei suoi confronti. Se c'è qualcuno per il quale si può parlare di «cronaca di una morte annunciata», questi è proprio Italo Ceci, ex bandito nella Battestini, pentito, che con la sua testimonianza aveva mandato in galera tutti i pezzi grossi della banda. Ceci è stato ucciso il 20 gennaio da un killer professionista che lo ha freddato con tre revolverate alla schiena davanti al negozio di vernici del cognato. Un'esecuzione in piena regola, studiata a tavolino fin nei minimi particolari, decisa nei confronti di un uomo che aveva pagato il suo debito verso la società anche assicurando alla giustizia tutti i complici di un tempo. La stessa giustizia, e la stessa società , che non sono state in grado di proteggerlo, nonostante la sua condanna a morte fosse stata annunciata nero su bianco sin dal 2006. I carabinieri avevano appena arrestato i vecchi complici di Ceci che avevano in programma un colpo milionario ai danni del caveau dell'Ivri. E in quell'occasione Nino Mancinelli, morto l'estate scorsa in un conflitto a fuoco a Francavilla, parlò chiaramente, e in modo dettagliato, delle intenzioni nei confronti di colui che dagli ex compagni veniva considerato solo un traditore. Ma nessuno sembra aver preso sul serio quelle dichiarazioni. Sono passati poco più di cinque anni e, infatti, Ceci è stato ucciso. E mentre comincia a delinearsi un possibile movente per il delitto di via De Amicis dell'assassino, o meglio, l'esecutore materiale, ancora non c'è traccia. La polizia è in attesa dei risultati della scientifica di ancora che ha effettuato i prelievi sulla macchina usata dal killer per assicurarsi la fuga, risultata essere stata rubata a Montesilvano quasi tre mesi fa. Un particolare, questo, che lascerebbe supporre che l'esecuzione era stata prevista prima. Poi, forse, qualcosa o qualcuno l'ha ritardata. Non avrebbe senso tenere per così tanto tempo un'auto che scotta e, oltretutto, di colore rosso bordeaux, che si nota facilmente. Sempre a giorni sono attesi i referti degli esami balistici effettuati sulle ogive recuperate nel corpo di Italo Ceci. I segni diranno se la stessa arma è stata usata anche in altre occasioni.
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27/01/2012