Il dato significativo è che l'iniziativa parte dal quartiere diventato terra di nessuno e terreno fertile per gli spacciatori. In via Caduti per Servizio e dintorni mancano i servizi primari, per questo l'emergenza è esplosa in tutta la sua crudezza nei mesi scorsi e c'è voluto un giro di vite da parte delle forze dell'ordine per riportare un minimo di serenità . Sul territorio opera solo l'associazione "Insieme per Fontanelle" supportata da Codici, ora arrivano la Caritas diocesana e l'Amministrazione comunale con un programma di attività a favore dei ragazzi dai 12 ai 18 anni. In attesa che il Comune dia avvio al piano di riqualificazione dei cinque palazzi di sua proprietà , con la chiusura dei porticati finalizzata all'apertura di locali per le attività commerciali e di aggregazione, la comunità di Fontanelle può contare su un polo sociale importante che fa capo a don Massimiliano De Luca, il parroco-coraggio di San Pietro Martire, in prima linea con Codici e con l'associazione "Insieme" nella lotta a favore della legalità e dell'inclusione sociale dei soggetti a rischio. Il progetto oratorio coinvolge nella prima fase quattro parrocchie: San Pietro Martire a Fontanelle, appunto, San Giovanni Battista e San Giovanni Abate in strada Pandolfi (zona Colli), Visitazione della Beata Vergine Maria, in via Carlo Alberto Dalla Chiesa (Zanni) e Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'Universo (Gesuiti). Don Marco Pagniello, direttore della Caritas, e Guido Cerolini, assessore alle Politiche sociali, hanno verificato le possibilità offerte dalle singole realtà . Alla fine si è deciso di aprire gli oratori tre volte a settimana e lo sportello per i genitori una volta: nelle prime due parrocchie i giorni utili sono dal martedì al giovedì dalle ore 14.45 alle 17.45 (sportello famiglie dalle 16 alle 17.15 e dalle 14.45 alle 16); nelle altre due, porte aperte dal lunedì al mercoledì dalle 16 alle 19 (sportello famiglie dalle 18 alle 18). L'obiettivo di Caritas e Comune è strutturare l'oratorio come centro educativo e formativo per favorire le relazioni fra bambini e adolescenti. «Le famiglie - ha spiegato don Marco Pagniello - devono sapere che l'oratorio non è un parcheggio perché non si sa dove lasciarli nel pomeriggio. In città , e non solo nei quartieri difficili, si vedono troppi ragazzi che non sanno come impiegare il tempo nel dopo scuola. Quelli che verranno nei nostri oratori dovranno, ovviamente, essere convinti ed essere stimolati a partecipare attivamente alle iniziative». Attività ludiche come i giochi di gruppo, sport, laboratori artistici e artigianali, corsi di musica, laboratori teatrali, percorsi educativi calibrati per gli adolescenti da un'equipe formata da assistente sociale e psicologa e cineforum che, accanto al divertimento, offrano ai ragazzi lo spunto per confrontarsi nei dibattiti. «Il progetto - ha spiegato Cerolini - è finanziato con 60mila euro, 30mila a testa da Comune e Caritas. Abbiamo già in cantiere la seconda fase nella quale saranno coinvolte altre parrocchie». Per don Marco Pagniello «è una scommessa da vincere, esaltante perché il modello di riferimento è l'oratorio del Nord, penso soprattutto a quelli lombardi e veneti, che da sempre è centro vivo di aggregazione sociale e culturale». A.F.
Vai alla homepage
27/01/2012