Prima di dare il via libera definitivo, l'Amministrazione vuole esaminare ai raggi X il progetto aziendale. I rischi che l'impianto produca il Pm10, le famigerate polveri sottili che avvelenano l'aria, sono stati sollevati dal Wwf e da altre associazioni ambientaliste presenti in Municipio. E una città come Pescara, dove i superamenti annui del limite massimo di Pm10 consentito per legge sono 62 rispetto al tetto dei 35, non può permettersi di aggiungere altro smog. Per questo motivo, il presidente della Commissione Ambiente Nico Lerri ha chiesto di approfondire la materia, benché la Fater abbia già ottenuto l'ok da ben tredici enti (Arta, Autorità di bacino regionale, Vigili del Fuoco, Ministero dello Sviluppo economico, Ministero per i Beni e le attività culturali, Sovrintendenza ai Beni archeologici, Sovrintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici, Provincia e Comune di Pescara, Asl, Consorzio industriale Chieti-Pescara, Enac ed Enav) oltre che dalla Regione nel marzo 2009, attraverso un'apposita conferenza di servizi. «A sollevare le preoccupazioni – hanno spiegato Lerri e Foschi - sono state le associazioni ambientaliste, Wwf in testa, che hanno contestato il rilascio delle autorizzazioni per l'impianto che, a loro dire, incrementerà il livello delle polveri sottili nell'aria in una città come Pescara, dove già i livelli del Pm10 sono largamente al di sopra dei limiti. Fater ribatte che la propria mission aziendale punta a garantire lo sviluppo sostenibile, portando in Commissione i dati dell'ultimo anno di attività nel quale ha garantito una riduzione di CO2 nell'aria per circa 7mila tonnellate». Ora l'azienda punta le proprie risorse, 11milioni di euro, nella realizzazione dell'impianto a biomasse che, stando alle carte presentate, non determinerà emissioni aggiuntive nell'aria perché l'accensione della centrale determinerà lo spegnimento di 14 caldaie di riscaldamento esistenti sul territorio. L'impianto, secondo i tecnici della Fater, non determinerà emissioni aggiuntive, in quanto il cogeneratore avrà un sistema di monitoraggio delle emissioni che blocca l'impianto al superamento dei parametri autorizzati e i dati saranno verificabili in qualsiasi momento dall'Arta. Attualmente lo stabilimento è autorizzato a emettere polveri sino a un tetto massimo di 24,9 chilogrammi a ora, con l'impianto di cogenerazione l'autorizzazione scenderà a 21,3 chilogrammi a ora, dunque con una riduzione delle emissioni del 15%.
Vai alla homepage
26/01/2012