Stavolta, la marinieria chiede un gesto forte al commissario Guerino Testa e al comandante della Capitaneria Luciano Pozzolano per sbloccare la situazione. Dal primo vogliono che si dimetta da commissario, dal secondo implorano l'ordinanza di chiusura del porto. L'Ispra aveva fissato al 19 gennaio la data della decisione sulle analisi, ma mentre l'Arta ha fatto pervenire subito la documentazione, il laboratorio di Brescia, al quale si sono rivolti i carabinieri del Noe, ha inviato la propria due volte con contenuti di segno diverso che hanno lasciato interdetti i responsabili dell'Ispra. Questi ultimi, infatti, vogliono capire il motivo di una simile discrasia fra i documenti spediti dal medesimo laboratorio e si sono presi altri due giorni di tempo per approfondire la questione. Cosa che ha mandato su tutte le furie non solo i pescatori, ma anche lo stesso Guerino Testa, deciso ad andare avanti sino in fondo e nel contempo tentato più volte di mollare tutto, come gli chiedono ora gli armatori. I leader della protesta faticano ormai a contenere l'esasperazione generale della categoria, con 64 pescherecci fermi da tre settimane e senza alcuna garanzia di poter riprendere a breve il lavoro, in attesa di ricevere la cassa integrazione mentre gli onerosi mutui con le banche non concedono tregua. Ieri è stata un'altra giornata di passione per Guerino Testa, attaccato al telefono a parlare con i dirigenti dell'Ispra, dai quali ha saputo di dover attendere ancora. La marineria, invece, non ci sta più e a Testa vuole chiedere di riconsegnare il mandato ministeriale che, a conti fatti, non gli ha mai dato i poteri straordinari indicati nella nomina. Per questo motivo, l'altroieri sono stati a discutere a lungo con il commissario. Al comandante Pozzolano, invece, i pescatori sono tornati a chiedere di emanare l'ordinanza di chiusura del porto, la decisione più dolorosa, ma anche eclatante che potrebbe richiamare l'attenzione nazionale sul mancato dragaggio. Dal canto loro, i pescatori stanno pensando a nuove e più clamorose iniziative. Dal marzo 2010 a oggi le hanno tentate tutte: occupazione dell'asse attrezzato, assalto alla Capitaneria di porto, passeggiata sulle acque insabbiate, riconsegna delle licenze, esilio a Ortona. Ma nulla è cambiato dal punto di vista sostanziale ed è per questo che chiedono due iniziative forti ai soggetti che sentono più vicini alle loro istanze: Testa e Pozzolano. Se l'spra non riuscirà a risolvere il rebus entro due giorni, i pescatori organizzeranno in fretta un altro sit-in senza escludere una nuova occupazione dell'asse attrezzato. A.F.
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25/01/2012