È tutta in queste due righe scarne di comunicato della Procura di Bari la conclusione di una vicenda iniziata il 14 dicembre a Pescara, con la scomparsa dello studente marchigiano che era uscito da casa per andare a correre sul lungomare, come faceva quasi ogni giorno. Poi più nulla. Su di lui, per 24 terribili giorni fatti di attese, speranze, ricerche, segnalazioni improbabili, era scesa la cortina dell'invisibilità . Poi le correnti marine, le stesse che lo avevano preso, avvolto, trascinato dolcemente per centinaia di chilometri in quello che è stato il suo ultimo viaggio, lo hanno riportato a riva. Ieri, nell'istituto di medicina legale del policlinico di Bari l'anatomopatologo Gianfranco Divella ha eseguito l'autopsia sul corpo ritrovato sugli scogli del porticciolo di Palese, un rione del capoluogo pugliese. Indossava gli stessi abiti che portava quel pomeriggio, quando ha detto agli amici che sarebbe rientrato per fare la spesa e per aiutare a preparare la cena, e invece non è più tornato. «Sul cadavere - prosegue la nota della procura barese - «sono stati conferiti incarichi di consulenza ad elevato livello di specializzazione per l'esame autoptico e tossicologico. È stato anche disposto l'esame del Dna per corroborare l'identificazione. I consulenti - viene sottolineato nel comunicato - hanno avuto termini dai trenta ai sessanta giorni, per cui non è possibile avanzare prima del deposito delle relazioni ipotesi giuridicamente apprezzabili». Nella nota si precisa anche che le indagini della procura di Bari vengono compiute «in stretto collegamento con la Procura di Pescara». È stato il giorno della verità , quello di ieri, che ha visto assieme ai genitori del ragazzo, Mario e Lorena Straccia, l'arrivo dei consulenti di parte nominati dalla famiglia. Se i genitori non erano riusciti a identificare con certezza il corpo trovato sugli scogli, confermando tuttavia che aveva gli stessi abiti e gli stessi oggetti che il ragazzo aveva portato con sé, dopo gli avvenimenti di ieri non è più possibile pensare che i resti trovati sui frangiflutti non siano quelli di Roberto. Eventualità , questa, che da subito era sembrata molto remota e la stessa famiglia, del resto, aveva smesso di coltivare la speranza di rivedere vivo il ragazzo. Nessun particolare, comunque, è stato lasciato al caso per giungere con certezza all'identificazione del corpo. Ieri sono state anche effettuate anche indagini odontologico-forensi. Gli accertamenti sono stati compiuti dall'odontoiatra forense Emilio Nuzzolese, che assiste il medico legale Giancarlo Divella. «Le informazioni dentali - ha dichiarato Nuzzolese al termine degli accertamenti - vanno comparate con gli altri accertamenti antropometrici e il Dna per l'identificazione personale. Sicuramente c'è bisogno di tempo perchè si tratta di una procedura delicata che richiede accuratezza, ma a breve avremo già i primi riscontri». All'autopsia hanno assitito anche i due consulenti di parte nominati dalla famiglia per partecipare all'esame autoptico, i medici legali Enrico Risso e Claudio Cacaci. Nutrita la squadra di consulenti nominati dalla famiglia. Tra gli altri, ne fa parte anche il biologo Luciano Garofano, generale ex comandante del Ris. Secondo indiscrezioni, che tuttavia non hanno ancora alcun risocntro ufficiale ma che confermano quanto il medico legale aveva già affermato dopo l'esame necroscopico esterno effettuato nell'immediatezza del ritrovamento, sul corpo non sarebbero visibili segni di violenza. Sul collo, in particolare, non sarebbero stati riscontrati segni di strangolamento, sul capo non vi sarebbero segni di lesioni che potrebbero derivare da azioni cruente inferte prima della morte. L'autopsia è andata avanti fino alla tarda serata. L'aspetto più importante è quello relativo alla eventuale presenza di acqua nei polmoni. Un aspetto che potrebbe sciogliere i dubbi rimasti nei familiari e negli amici. Come è morto Roberto? E in che modo è finito in acqua? Sulle cause del decesso gli interrogativi restano molti, ma per nessuno di essi si riesce a intravedere un motivo scatenante o un movente.
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12/01/2012