PESCARA Ortaggi multicolori per rinvigorire la salute: nel Fucino arrivano le carote porpora multivitaminiche con proprietà antiossidanti e antibatteriche. Gli imprenditori agricoli da qualche tempo guardano con sempre maggiore attenzione alla «nutraceutica», lo studio di alimenti che hanno una funzione benefica sulla salute umana, non solo nutrienti dunque, ma anche salutari. L'ultimo risultato di queste ricerche - informa adesso Confagricoltura - sono le carote con proprietà antiossidanti e antibatteriche. «Non è fantascienza - spiega l'associazione di categoria - e nemmeno manipolazione genetica, ma una realtà tutta italiana. Un'impresa orticola d'avanguardia, associata a Confagricoltura, che opera nella Piana del Fucino in team con medici e biologi, ha puntato a fondo sull' orto-benessere». Come spiega Alessandro Aureli, contitolare dell'azienda agricola di famiglia, in provincia dell'Aquila, dove nascono le carote multicolori, quelle a polpa scura, conosciute anche come «purple carrot», sono «le più ricche in polifenoli, sostanze che difendono la nostra salute. Produciamo già una nostra linea di succhi multivitaminici di verdura, tutti naturali, che commercializziamo nei negozi bio e in quelli di gastronomia». Questa varietà di carote a polpa scura, in particolare, «ha un'alta concentrazione di polifenoli, antiossidanti naturali, che proteggono le cellule dai danni causati dai radicali liberi, radiazioni, fumo, agenti inquinanti, stress, additivi chimici, attacchi virali e batterici; queste carote hanno proprietà anticancerogene e antinfiammatorie. Produciamo inoltre concentrati di carote e rape rosse che l'industria utilizza come coloranti naturali - continua Aureli -, polpa di barbabietola per dolcificare, e la linea "naturalmente priva di glutine" per celiaci (farina di carote, di mais e di grano saraceno)». L'antidoto al cibo spazzatura, dunque è negli ortaggi freschi. Come nel caso dei pomodori neri (viola-nero all'esterno con la polpa di colore rosso), ricchi di antociani e frutto della sperimentazione italiana dell'équipe coordinata dal professor Pierdomenico Perata, ricercatore e docente presso la scuola Superiore Sant'Anna di Pisa.
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14/07/2011