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18/06/2011, 05:30

Notizie - Abruzzo

«Frasi gravi, si dimetta»

Critiche bipartisan Sollecitato l'intervento dell'Ordine dei medici

Antonella Di Lorito SULMONA Tre parole per scatenare l'inferno. I gay sono «un'aberrazione genetica». E il sindaco di Sulmona, Fabio Federico, finisce dritto nell'occhio del ciclone. Una vera e propria insurrezione bipartisan galvanizzata poi dall'intervento di Equality e dall'approvazione della risoluzione del Consiglio dei diritti dell'uomo dell'Onu che intende promuovere l'eguaglianza degli individui senza distinzioni per le loro preferenze sessuali. «È questa la migliore e più autorevole risposta ai vaneggiamenti del sindaco di Sulmona - commenta il presidente di Equality Italia Aurelio Mancuso -. L'errore in cui non si deve cadere nel nostro Paese è di inseguire le dichiarazioni omofobe dei vari apprendisti-stregoni della politica nazionale e locale». Dalle file del Pdl arrivano le biasimevoli parole del ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna e dell'on. Paola Pelino. «Le frasi pronunciate da Federico - dichiara la Carfagna - sono inaccettabili e risultano ancora più gravi perché sortite da un uomo che ricopre un importante e delicato incarico pubblico. L'Italia e il suo governo ripudiano ogni forma di discriminazione, razzismo e omofobia». «Il governo - aggiunge la Pelino, parlamentare e consigliere di Sulmona - è impegnato a evitare ogni forma di discriminazione». Insorgono anche l'Idv e il Pd. «Il sindaco di Sulmona deve dimettersi - asserisce Carlo Costantini, capogruppo Idv alla Regione -. Se c'è una persona che in questo momento debba farsi curare in Abruzzo è proprio lui, non certo gli omosessuali». «Le parole del sindaco di Sulmona - incalza Paola Concia, deputato del Pd - sono aberranti e ancora più indegne perchè espresse da un rappresentante delle istituzioni. Se Federico avesse un minimo rispetto per l'incarico ricoperto dovrebbe dare immediatamente le dimissioni». Punta il dito contro il sindaco anche Franco Grillini, responsabile diritti civili e associazionismo dell'Idv. «L'idea dell'omosessualità come malattia - dichiara - è stata definitivamente superata dall'Organizzazione mondiale della sanità da diversi decenni. Il sindaco potrebbe fare qualcosa di utile per superare la sua ostentata ignoranza ragionando sull'omofobia come grave patologia sociale».Auspica un intervento dell'Ordine dei medici Ignazio Marino, chirurgo e senatore del Pd. «Forse il sindaco di Sulmona non ha mai sentito parlare dell'Organizzazione mondiale della sanità e questo stupisce poiché anche lui è un medico. È evidente che alla base di affermazioni come quelle del sindaco non vi siano dati scientifici ma solo gravi pregiudizi».

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18/06/2011










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