La tensione è altissima, si rischia l'emergenza, l'ennesima, con i dipendenti di Sogesa che ieri mattina hanno inscenato una protesta senza precedenti bloccando anche l'ingresso ai camion arrivati a scaricare il multimateriale. Arrabbiati, frustrati, probabilmente non usciranno a garantire il servizio nemmeno questa mattina, a meno che dalle parole non si passi ai fatti e il pagamento degli stipendi venga assicurato concretamente e in tempi brevi. A parlare con loro, a cercare di calmarli, di trovare una soluzione, solo il vicepresidente della Provincia Renato Rasicci e il consigliere provinciale ed assessore all'ambiente al Comune di Notaresco Diego Di Bonaventura, le cui parole rimangono però inascoltate. Sotto accusa finisce il cda di Sogesa, ma è sotto gli occhi di tutti che l'unica responsabile, ancora una volta, è la politica. Nessuno vuole assumersi le responsabilità dello sfacelo e le dimissioni del cda del Cirsu, con l'assemblea dei soci che venerdì sarà chiamata ad effettuare le nuove nomine, non serviranno a molto se i Comuni di Giulianova e Roseto continueranno a non sanare i contenziosi in corso. Un punto di partenza imprescindibile non solo per ridare liquidità a Cirsu e garantire i pagamenti dal consorzio a Sogesa, ma anche per rendere possibile la ricapitalizzazione, dato che quattro Comuni su sei la ritengono una condizione essenziale per andare avanti. Ieri, intanto, nell'incontro in Regione con Cirsu, sindaci, Sogesa e Aia (socio privato di Sogesa) si è parlato del piano industriale, del passaggio della titolarità del progetto di Grasciano 2 da Sogesa a Cirsu e della liquidazione del socio privato. Questioni che Aia porterà all'attenzione dei soci venerdì, si riunirà anche Cirsu per la nomina del nuovo cda, che dovrà successivamente decidere cosa fare del mandato del cda di Sogesa.
Vai alla homepage
24/11/2010