L'AQUILA Lunedì sera è comparso davanti ai magistrati della Procura in qualità di testimone, poi, ieri mattina, poco prima di entrare nell'aula dell'Emiciclo, il governatore Gianni Chiodi ha incontrato il presidente dell'Ordine dei Giornalisti Stefano Pallotta. «Onestà , trasparenza, rigore e legalità sono da sempre le parole chiave del mio operato. Non c'è motivo di sospettare un mio coinvolgimento nell'inchiesta giudiziaria sugli appalti del G8 e della ricostruzione - ha dichiarato ieri il presidenre della Regione a margine dei lavori del Consiglio, rispondendo ai giornalisti che chiedevano chiarimenti sulla sua posizione rispetto alle indagini. «Lunedì sono stato semplicemente ascoltato (e non interrogato, come è stato scritto da qualcuno) dai magistrati come persona informata sui fatti - ha spiegato Gianni Chiodi -; sono stato chiamato a dare il mio contributo alla fase di indagine. Non sono, quindi, né indagato né imputato». Il presidente della Regione e commissario delegato alla ricostruzione ha poi espresso fiducia nella magistratura. «Ho fiducia nell'operato dei magistrati - ha affermato il governatore -. Rtengo stiano facendo un buon lavoro portando avanti le indagini con professionalità ed equilibrio al fine di arrivare in tempi brevi all'accertamento della verità . Il vero problema - ha aggiunto Gianni Chiodi - resta il tritacarne mediatico, davvero inaccettabile. I giornalisti sono tenuti a una verifica attenta della notizia prima della sua diffusione, sono tenuti al rispetto della verità sostanziale dei fatti - ha sottolineato il presidente, con riferimento alle notizie circolate nei giorni scorsi su un suo coinvolgimento nell'inchiesta -. La libertà di informazione e di critica - ha concluso il governatore dell'Abruzzo - non giustifica questo stillicidio che mina la dignità e l'immagine dell'uomo e del politico».
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22/09/2010