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05/09/2010, 05:30

Notizie - Abruzzo

PROBABILITÀ L'istituto Nazionale di Geofisica ipotizza fenomeni superiori al quarto grado nella misura del 2%. Allarme nell'Aquilano

Giorgio Alessandri L'AQUILA C'è una lettera dell'Ingv dietro la mobilitazione di questi giorni nell'alta Valle Aterno, colpita insieme a tutto il distretto sismico dei monti reatini, da una sequenza di scosse ed eventi tellurici molto simili a quelli che hanno preceduto il catastrofico terremoto del 6 aprile 2009.

La missiva, rivolta alle autorità locali chiamate a gestire l'emergenza dovuto allo sciame sismico, nota nella quale si fanno previsioni probabilistiche sulla possibilità che si verifichino, fino al 7 settembre, scosse violente nell'area dell'alta valle dell'Aterno e dei monti reatini, già interessata da uno sciame sismico. In questo periodo, sempre stando nel campo delle ipotesi basate su calcoli probabilistici e metodi in via di sperimentazione, perchè i terremoti non si prevedono, c'è il 2% di probabilità di un terremoto di magnitudo 4 o superore e dello 0,1 di un terremoto pari o superiore al 5.5. «È stata calcolata la probabilità di occorrenzasettimanale di terremoto magnitudo secondo il metodo localemaggiore di 4.0 e maggiori di 5.0 con il metodo Etas, metodoprobabilistico attualmente in fase di sperimentazioni al Cnt - si legge nella nota - Le probabilità settimanali di osservare un evento di magnitudo maggiore o uguale di 4.0 nel periodo 31 agosto 2010 - 07 settembre sono uguali al 2%, mentre la probabilità di osservare nel periodo indicato un terremoto di magnitudo uguale o superiore al 5.5 è pari a 0.1 M. Le probabilità di background di un terremoto di magnitudo 4.0 (o superiore) è di 0.09%». Nella nota si sottolinea «che la zona interessata dallo sciame ricade nell'area a maggiore pericolosità sismica nel nostro paese ed è classificata zona 1». Alla nota le istituzioni, dal commissario per la ricostruzione Gianni Chiodi agli stessi scienziati dell'Ingv, hanno reagito senza far mistero della possibilità di nuove forti scosse. Anche la giornata di ieri è stata contraddistinta da una sequenza di scosse che: all'alba, attorno alle 5:30, una scossa di Magnitudo 2, che si è replicata attorno alle undici e mezza con la stessa intensità. Nel primo pomeriggio, alle 15:27 l'evento più forte, di magnitudo 2.9. Mentre nei comuni dell'Alta Valle dell'Aterno (da Montereale a Cagnano Amiterno, Capitignano e Campotosto) la reazione allo sciame sismico in atto da settimane ha portato i cittadini a cercare ogni sera luoghi più sicuri delle loro case (non pochi hanno dormito in macchina), all'Aquila e nelle località limitrofe il ritorno della paura di nuovi terremoti ha fatto sì che in molti sono andati via dalla città, raggiungendo le abitazioni o case di amici, soprattutto sulla costa. «Supermercati e negozi sono meno frequentati - spiega un gruppo di donne fuori da un centro commerciale - è il segnale che la gente è andata via perchè ha paura». Chi, invece, è rimasto in zona, è tornato alle vecchie abitudini, in particolare di notte: le valige pronte in casa per portare via cose essenziali in caso di una nuova forte scossa e vestiti e scarpe accanto al letto, pronti a vestirsi prima di lasciare la casa. Un'abitudine che era stata appena abbandonata dopo i lunghi mesi passati a cercare di neutralizzare le conseguenze psicologiche provocate dalla scossa del 6 aprile 2009. Nei pochi luoghi di ritrovo, nelle case e nei negozi non si parla d'altro: il ritorno dell'incubo del terremoto. «Avevamo superato la fase più critica, ora siamo ripiombati nel baratro - spiega un gruppo di ragazzi -. Di notte dormiamo con vestiti e scarpe vicine al letto e con tv e luci accesi. Come faremo a riacquistare un pò di tranquillità? Quando finirà e, soprattutto, chi ci dice cosa succederà». A far decidere le persone a lasciare la zona del cratere, hanno pesato anche gli annunci di istituzioni locali e tecnici su possibili nuove scosse. Rimarrà chiuso fino a martedì prossimo il centro storico dell'Aquila.

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05/09/2010










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