L'Azienda territoriale per l'edilizia residenziale (Ater) dell'Aquila ha avviato una ricognizione a 360 gradi negli alloggi di proprietà nei territori interessati dallo sciame sismico, l'Alta Valle dell'Aterno e le zone limitrofe. «A intervenire sul campo per verificare eventuali danni provocati dalle scosse di questi giorni - spiega il commissario straordinario dell'Ater dell'Aquila, Piergiorgio Merli-, sono tre tecnici della stessa Ater dell'Aquila e i professionisti esterni che hanno stilato i progetti di recupero per le case con danni classificate "A", "B" e "C"». In particolare, le verifiche saranno effettuate nei comuni dell'Alto Sangro, ma anche in quello di Scoppito e nelle delegazioni del Comune dell'Aquila di Sassa e Arischia. L'obiettivo è la valutazione dello stato degli immobili. Ma anche: «verificare - sottolineano i tecnici dell'azienda - la capacità degli stessi rispetto a un ipotetico choc tellurico. Stiamo cercando di prestare particolare attenzione - spiega il commissario Merli - anche per prevenire quello che tutti, speriamo vivamente, non si verifichi mai. Anche noi cerchiamo di essere attenti. Vogliamo avere una fotografia della situazione e conoscere eventuali aggravamenti». «Comunque - aggiunge - le prime valutazioni sono speditive e visive, si passerà alla fase successiva ove gli edifici presentassero esigenze di approfondimento». «L'Ater dell'Aquila - si legge nella nota - ha reso noto di aver appaltato lavori di ristrutturazione del patrimonio danneggiato dal sisma per complessivi 4,5 milioni di euro, che riguarderanno 112 alloggi di edilizia popolare con danni classificati "A", "B" e "C"». La situazione dell'edilizia residenziale pubblica è da tempo sotto il mirino del Mia Casa Abruzzo che nei giorni scorsi aveva organizzato anche un sit-in davanti all'ingresso del palazzo dell'Emiciclo all'Aquila, in occasione del corteo storico della Perdonanza. Gli esponenti volevano così «denunciare una gravissima e preoccupante emergenza abitativa nel campo dell'edilizia pubblica». «Il Mia Casa - spiegava il coordinatore Pio Rapagnà - intende ricordare ai presidenti della Giunta regionale e del Consiglio, ai singoli consiglieri ed a tutti gli assessori competenti in materia, che più di dodici mesi fa è stata emessa l'Ordinanza della presidenza del Consiglio dei ministri n.3803, la quale avrebbe dovuto consentire, in termini di somma urgenza, la realizzazione dei necessari interventi di ricostruzione o di riparazione degli immobili di proprietà dell'Ater nonchè dell'Edilizia residenziale pubblica comunale». Di fronte ai ritardi in questi interventi, il movimento aveva chiesto più volte una seduta straordinaria del Consiglio regionale. «Ribadiremo questa istanza - aveva spiegato il leader del movimento - anche con altri presidi».
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04/09/2010