Antonio Fragassi Due storie di straordinario degrado, entrambe sulla riviera, entrambe sotto gli occhi dei turisti, a due passi da mare. La prima riguarda l'ex Cofa, area concupita dalla Camera di Commercio che le vuole imprimere un'accelerazione in senso economico, la seconda concerne la Stella Maris, che dovrebbe essere destinata a contenitore culturale. Entrambe le strutture attendono da anni una vera riqualificazione, entrambe invece sono divenute terra di nessuno e di molti che vanno lì a bivaccare o a tendere agguati ai malcapitani che passano nei pressi, quindi luoghi ad alto rischio. Com'è accaduto puntualmente nello scorso fine settimana sia a Pescara che a Montesilvano: curiosamente nessuna delle due aree è di proprietà dei Comuni, bensì della Regione (l'ex Cofa) e della Provincia (Stella Maris). Sul destino della Stella Maris ci si interroga da dieci anni, in pratica dai tempi della prima Giunta di centrosinistra guidata da Giuseppe De Dominicis, senza costrutto a giudicare dal fatto che non c'è ancora una proposta seria sulla sua destinazione d'uso. Il dibattito sull'ex Cofa è più recente, ma non per questo meno importante: collocati nel bel mezzo di una riviera delimitata a nord dal Ponte del mare e a sud dal Porto turistico, i capannoni dell'ex mercato ortofrutticolo sono esteticamente un pugno nell'occhio e concretamente un pericolo per la salute pubblica a causa della presenza di amianto. In proposito, l'ultimo allarme arriva dai consiglieri del Pd Florio Corneli e Giuliano Diodati, i quali affermano che «l'area ex Cofa continua a costituire un detrattore ambientale, nonché un pericolo per la salute dei cittadini e un colossale simbolo di degrado civile e urbanistico. Dopo la scoperta nella scorsa notte della presenza di senzatetto, che vivono all'interno delle strutture fatiscenti, e di una presunta aggressione subita da una donna tra questi diventa sempre più importante la mozione che abbiamo presentato già il 13 maggio scorso per l'abbattimento dei capannoni e per la bonifica dell'area. Nella mozione avevamo illustrato i potenziali rischi per la salute pubblica provenienti dalle coperture in eternit dei capannoni: asbestosi, mesoteliomi e altre gravissime patologie polmonari. Senza contare il danno all'aspetto estetico della riviera causato dalla presenza di una struttura cadente che non ha alcuna attinenza con il contesto». A Montesilvano, invece, la denuncia è di Marco Forconi di Forza Nuova, il quale sostiene che «il complesso Stella Maris è tornato ad essere a tutti gli effetti un dormitorio-bivacco per molti stranieri africani, come ci hanno segnalato residenti e commercianti della zona. Ora, considerato che i cancelli di tale struttura sono stati lasciati aperti per gran parte della stagione estiva per farne un parcheggio, ci si chiede se sia lecito lasciare questo splendido edificio del Ventennio alla mercè dei vandalireranno se non ulteriori restauri che ne differirano ulteriormente l'uso. Per questo chiediamo all'Amministrazione comunale d salvaguardare questo simbolo architettonico di Montesilvano affinchè esso non diventi, oltre ad una cattedrale nel deserto, anche un centro narco-criminale permanente».
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31/08/2010