Con queste parole il segretario regionale del Pd Silvio Paolucci commenta la notizia del concorso alla Regione Abruzzo, nel quale vengono assegnati più punti ai diplomati che ai laureati. «Quello di Chiodi è un invito chiaro ai giovani abruzzesi: emigrate - denuncia Paolucci -. Ma non lo permetteremo. I giovani di questa regione hanno diritto a essere valutati in maniera onesta per gli sforzi che hanno fatto per laurearsi. Per questo chiediamo che Chiodi cambi subito questo bando, o azioneremo una class action per difendere gli sforzi delle famiglie dei giovani laureati abruzzesi». Al Pd ha replicato l'assessore regionale al Personale, Federica Carpineta. «Non si tratta di normali concorsi, nel senso che sono procedure riservate esclusivamente a chi è già dipendente regionale e potrà aspirare ad accedere a livelli superiori, in quella che viene definita progressione verticale, procedura che innegabilmente riconosce un peso importante all'anzianità di servizio - afferma la Carpineta -. La stesura di questi bandi rientra nella intangibile competenza della struttura dirigenziale, alla quale è affidata la gestione del settore. Essi scaturiscono anche dalla prevista concertazione sindacale, che necessariamente precede la definizione e la pubblicazione dei bandi stessi. In quella sede sono stati concordati e decisi i pesi da attribuire a titoli e anzianità . Come parte politica, prima che si avviasse il tavolo della concertazione, al quale la politica non siede, ho posto come condizione preliminare e ineludibile (senza la quale non si sarebbe avviata la procedura) che la progressione verticale non potesse essere fatta solo per titoli (anzianità di servizio e titoli di studio e formazione), ma dovesse essere per titoli ed esami, cioè avere un necessario e decisivo passaggio attraverso prove selettive rigorose. Questo è stato accettato: ci saranno le prove selettive ed esse daranno 60 dei 110 punti massimi a disposizione nella valutazione concorsuale». Nella nota la Carpineta ricorda che «da oltre vent'anni in Regione si attendeva l'attivazione di questa procedura, che consente la progressione delle tante competenze maturate in questo lungo periodo: vent'anni rappresentano di fatto la metà della vita lavorativa. Sono stati sbloccati così circa 170 posti di livello superiore per gli attuali dipendenti della Regione, non pochi dei quali hanno titoli superiori rispetto ai livelli attualmente da loro ricoperti. Va anche sottolineato che, esaurita questa procedura riservata agli interni, la Regione potrà mettere a concorso altri 170 posti per gli esterni. Questa è la notizia che andava forse data ai nostri giovani laureati e diplomati. E anche in quell'occasione - conclude l'assessore al Personale - l'indicazione sarà di far vincere i meritevoli attraverso una selezione concorsuale seria e rigorosa, trasparente e capace di garantire energie e competenze, le migliori possibili, alla macchina amministrativa della Regione Abruzzo».
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27/08/2010