Antonio Fragassi Sempre "caldo" il dibattito sul futuro dell'ex Cofa: da destra a sinistra al centro, non c'è esponente politico che non abbia detto la sua. Ieri è stata la volta di due oppositori istituzionali come il capogruppo del Pd al Comune Moreno Di Pietrantonio e il segretario provinciale dello stesso partito Antonio Castricone. Medesimo partito, ma visioni che non collimano: se per Di Pietrantonio bisogna allargare il dibattito a tutti i soggetti imprenditoriali possibili, per Castricone l'interlocutore privilegiato rimane la Camera di Commercio. «Da una prima analisi di quello che si ipotizza si possa realizzare nell'area dell'ex Cofa (polo fieristico, strutture alberghiere e attrattive come un acquario oltre a servizi vari) si prevede la possibilità di creare almeno 100 nuovi posti di lavoro per i giovani. Il compito del Comune è quello di mettere insieme imprenditoria privata, Camera di Commercio e Regione per cercare il punto di equilibrio tra l'esigenza pubblica dello sviluppo economico e urbanistico e quello dell'imprenditoria privata». Quanto al Pp2 (il Piano particolareggiato), Di Pietrantonio dà il suo ok, «ma a patto che - puntualizza - non vengano fatti stralci, in modo da evitare che si prenda la polpa dell'operazione e si lasci poi l'osso, tanto per intenderci che si realizzino le opere residenziali e si tralascino insediamenti produttivi commerciali». Ed Eccoci a Castricone, il quale lancia un appello alla Regione affinché assecondi le idee e i progetti della Camera di Commercio: «Se verranno indovinate le tipologie di investimento, - sostiene il segretario provinciale del Pd -quel pezzo di città potrà diventare strategico per tutto l'Abruzzo. Basti pensare all'impatto sullo sviluppo della Liguria delle aree ex portuali. Ed è merito della Camera di Commercio se oggi si torna a parlare concretamente di questa grande occasione. Diciamo da mesi che la proposta di acquisto e la relativa offerta devono trovare subito una risposta dalla Regione, la quale da proprietaria delle aree e dei manufatti non può certo pensare di mantenere ancora quella situazione di assoluto degrado. Per questo dico alla Regione di stimare i terreni e di valutare subito l´offerta dell'Ente camerale e, magari, di rinunciare ai soldi derivanti dalla vendita, che non risolveranno certo le sorti del bilancio regionale, ma saranno in grado di sprigionare nuove economie. Bisogna pensare - conclude Castricone - anche al miglioramento delle aree sottostanti il Ponte del mare, oggi lande desolate, che potrebbero invece essere arricchite e diventare un nuovo grande giardino della città ».
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27/08/2010