Quei bolidi formidabili chiamati Ferrari, Alfa Romeo, Mercedes, Auto Union non potevano più sfrecciare fra le case che ormai spuntavano come funghi. Una lunga storia d'amore durata 38 anni (nel 1924 la prima edizione) segnata dalle due sole presenze di Juan Manuel Fangio, vincitore nel 1950 su un'Alfetta e secondo nel 1957 su Maserati, piegato solo da un califfo come Stirling Moss. Ieri, sui 25 chilometri del vecchio circuito della Coppa Acerbo, c'è stato un amarcord allegro, non certo malinconico, grazie alla carovana delle vetture d'epoca messe a disposizione da Giovito Di Nicola dell'Old Motors. Un amarcord che ha avuto per trait d'union Anna Fangio, la pronipote del campionissimo, arrivata da queste parti per il gemellaggio fra Balcarce e Castiglion Messer Marino, nell'ambito della festa degli abruzzesi nel mondo. Partenza e arrivo in piazza Duca degli Abruzzi, nel mezzo le splendide vetture hanno ripercorso le tappe strategiche del circuito: la prima sosta davanti al monumento in marmo dedicato alla Coppa Acerbo, posto proprio al confine fra Spoltore e Cappelle sul Tavo, le mitiche curve di "Ucch'i bi'inch"; la seconda sul chilometro lanciato nella semicurva che costò la vita al campione francese Guy Moll. Ma in ogni punto del circuito, il fil rouge era la classe di Fangio, il campionissimo argentino di origini abruzzesi (il padre Loreto era nato a Castiglion Messer Marino, nel Chietino) e dagli occhi di gatto, cinque volte iridato di Formula 1 e vincitore a Pescara nel 1950, toccando la punta di 311 orari proprio sul chilometro lanciato. Il 1957 fu l'anno del ritiro di Fangio, e quindi anche dell'ultima corsa alla Coppa Acerbo: nel suo sguardo si coglieva la tristezza del passo d'addio, ma quattro anni dopo i suoi occhi erano ancora più tristi perché la Coppa Acerbo chiudeva i battenti. Il legame ancestrale con la terra degli avi rimase intatto, tant'è che nel 1988 Fangio festeggiò a Pescara il 77esimo compleanno. E l'omaggio di ieri avrebbe riacceso il lampo negli occhi dell'asso che guidava i bolidi come Carlos Gardel ballava il tango.
Vai alla homepage
20/08/2010