«Questo chiedo, anzi pretendo come sindaco di Teramo, nelle scelte sanitarie che la Regione sta varando». Di fronte alla presentazione del piano sanitario e alle dichiarazioni di alcuni politici su presunti privilegi concessi alla sanità teramana, il sindaco Maurizio Brucchi interviene sulla questione e lo fa per sottolineare come a oggi la sanità teramana continui ad essere penalizzata. A dimostrarlo gli indici relativi ai posti letto, con una media regionale di di 3,50 ogni mille abitanti contro i 3,09 teramani (Chieti ne ha 3,35, Pescara 3,80, L'Aquila 3,90), e la stretta sugli ospedali che dovrebbero passare da 14 a 12 a L'Aquila, da 11 a 9 a Chieti, da 6 a 5 Pescara e da 4 a 3 a Teramo, più uno in gestione pubblico-privata. Stesso discorso per i posti letto per acuti, che a Teramo saranno 2,7 contro una media regionale del 2,9, per la riabilitazione, nella quale Teramo resta fanalino di coda, e per la specialistica ambulatoriale convenzionata con una spesa pro-capite di 32,94 euro per Chieti, 22,94 per Pescara, 14,68 per L'Aquila e 3,13 per Teramo. Al.Mar.
Vai alla homepage
29/07/2010