Tanti i sindaci con la fascia tricolore e gli amministratori locali giunti dalla Marsica, dal Vastese e dal Teramano. Contestano in primis la cosidetta "riconversione" dei presidi ospedalieri minori che, a loro parere, porterebbe un «taglio» ai posti letto e agli occupati nel settore, oltre che una riduzione dei servizi sul territorio. All'interno dell'aula, per motivi di sicurezza, ha potuto assistere ai lavori solo una quarantina di primi cittadini, molti dei quali hanno atteso in piedi sino alla fine della seduta. La Cgil (Spi e Funzione pubblica) ha motivato così la mobilitazione: «Il piano operativo predisposto da Chiodi produce solo tagli di prestazioni e di posti letto ai cittadini - era scritto nel comunicato diffuso nei pressi della Villa comunale -. È la solita politica dei due tempi: si tagliano subito i servizi mentre lo sviluppo di una rete integrata per prestazioni socio sanitarie viene rinviata a un indeterminato futuro. I tagli di spesa previsti penalizzeranno l'assistenza, impedendo di assumere e mantenere in servizio gli operatori sanitari oggi in numero insufficiente». Per la Cgil «l'esperienza virtuosa di altre Regioni, che oggi godono di un sistema sanitario di qualità , dimostra che il cambiamento deve avvenire garantendo i necessari investimenti, la partecipazione alle scelte e la contestualità delle azioni di riforma. In Abruzzo si diffonde sempre di più il malcontento e la protesta dei cittadini, sindaci di ogni orientamento politico, associazioni sindacali, dei diritti del malato e e degli utenti svantaggiati». Nel corso del dibattito in aula numerosi primi cittadini si sono rapportati in maniera più o meno convulsa con assessori e consiglieri regionali. Corposo anche lo spiegamento di forze dell'ordine, che hanno tenuto sotto controllo la situazione in maniera abbastanza agevole considerati i toni forti ma civili dei manifestanti. Molti i documenti proposti dalle istituzioni locali, come quello del Consiglio comunale di Vasto che ha votato all'unanimità un ordine del giorno con cui si chiede al Presidente della Regione, Gianni Chiodi, di rivedere i tagli previsti dal piano sanitario. «Il Consiglio comunale di Vasto - è scritto nel documento - delibera di chiedere al Presidente della Regione di intervenire presso il Governo per il blocco dell'esame della proposta di riordino anche al fine di giungere ad un piano rispettoso dei diritti di ogni territorio».
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29/07/2010